C’è aria di svolta nel complicato mondo dei dazi americani sulle auto. Dopo mesi (anzi, anni) di tensioni, il presidente Trump sembra finalmente pronto ad allentare la presa sulle tariffe che colpiscono i veicoli prodotti fuori dagli Stati Uniti. A riportarlo è il Wall Street Journal, una fonte decisamente attendibile, e la notizia ha già iniziato a far girare parecchie teste nel settore automotive.
Dazi auto, arriva il cambio di passo per l’amministrazione Trump
Il punto è questo: fino a oggi, le case automobilistiche che producevano auto all’estero (o anche solo componenti) dovevano affrontare una pioggia di dazi che, sommati tra loro, rischiavano di rendere le vendite sul suolo americano davvero poco convenienti. Ora però l’amministrazione Trump sembra voler alleggerire il carico, evitando che le nuove imposte si sommino a quelle già esistenti, come quelle su acciaio e alluminio. E non solo: pare che la misura sarà retroattiva, il che vuol dire possibili rimborsi per chi ha già pagato.
Un cambio di rotta non da poco, soprattutto se pensiamo a marchi importanti come Audi, che aveva messo in stand-by il lancio della nuova Q5 negli USA proprio a causa dei dazi. Ma non si tratta solo di voci: l’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare a breve, giusto in tempo per il viaggio di Trump in Michigan, cuore pulsante dell’industria automobilistica americana.
Perché questo dietrofront? Da una parte, l’idea è quella di non penalizzare troppo le aziende che già producono sul territorio statunitense. Dall’altra, c’è la volontà di dare un po’ di respiro a quelle che stanno pianificando di trasferire parte della produzione in loco.
Le reazioni? Positive, almeno tra i big del settore. Jim Farley (Ford) parla di una boccata d’ossigeno per produttori e consumatori. Mary Barra (GM) ringrazia per una maggiore “parità di condizioni”. Insomma, pare proprio che il vento stia cambiando.
