Il settore dei dispositivi indossabili si prepara a vivere una nuova evoluzione. L’intelligenza artificiale di Google, Gemini AI, sta per sbarcare ufficialmente sugli smartwatch. Dopo aver preso il posto di Google Assistant sui dispositivi mobili, Gemini è ora pronta a espandere la sua presenza. Arrivando su svariati device. Segnando una nuova era per l’ecosistema Android e, in particolare, per il sistema operativo Wear OS. L’annuncio ufficiale è arrivato da Sundar Pichai. Il CEO di Google ha confermato che Gemini sarà disponibile non solo sugli smartwatch. Ma anche su tablet, automobili, cuffie e altri dispositivi connessi.
Google annuncia l’espansione di Gemini su più dispositivi
Tale rivoluzione coinvolgerà in prima linea i Galaxy Watch di Samsung. Qualsiasi modifica o miglioramento introdotto da Google a livello di assistente virtuale si rifletterà inevitabilmente anche sui dispositivi della casa sudcoreana. Le prime avvisaglie di tale cambiamento erano già emerse nei mesi scorsi. Analizzando il codice delle ultime versioni dell’app Google Assistant per Wear OS, alcuni sviluppatori avevano individuato chiari riferimenti a Gemini. Ciò aveva suggerito modalità di attivazione simili a quelle attuali. Ovvero tramite pressione prolungata del tasto laterale oppure con il comando vocale “OK Google“.
Resta ancora da capire nel dettaglio come Gemini verrà adattata all’esperienza smartwatch. L’uso di uno schermo piccolo, l’interazione tramite gesture rapide e la necessità di risposte immediate e pertinenti richiederanno un’intelligenza artificiale capace di gestire contesti molto diversi rispetto a quelli di uno smartphone. Considerando però la potenza e la flessibilità che Gemini ha già dimostrato, c’è grande attesa per vedere in che modo l’AI potrà migliorare funzionalità utili.
L’evento Google I/O 2025, previsto per il 20 maggio, dovrebbe svelare ulteriori dettagli su tale importante trasformazione. Fino a quel momento, non resta che attendere ulteriori dichiarazioni da parte dell’azienda di Mountain View riguardo tale integrazione. Tale cambiamento potrebbe rivoluzionare l’uso dei dispositivi indossabili e non solo.
