Dallo scorso 17 aprile, acquistare su Temu e Shein non è più la stessa cosa per milioni di clienti statunitensi. I nuovi dazi imposti da Washington hanno spinto i due colossi asiatici a rivedere i propri listini, ma la strategia scelta da Temu ha sollevato un’ondata di proteste. A differenza di Shein, che ha aumentato i prezzi in modo contenuto, Temu ha scaricato per intero il costo dei dazi sugli utenti, inserendo una nuova voce nel carrello. Il risultato è scioccante: un ordine da 30 dollari ora ne costa quasi 76. L’aumento supera il 145% e rende evidente il cambio di rotta. Sui social, la rabbia cresce, Reddit è un fiume in piena di commenti indignati. I consumatori americani si scoprono impotenti di fronte ai dazi ed ad un prezzo che raddoppia in un clic. La questione non riguarda solo Temu o Shein è l’intero modello fondato su merci a basso costo dalla Cina a entrare in crisi.
Prezzi livellati verso l’alto sempre più dopo i dazi
In apparenza, i dazi dovrebbero favorire il prodotto locale. In realtà, l’intero mercato si adatta verso l’alto. Amazon e i supermercati USA offrono articoli ancora più cari. L’effetto domino è immediato. I produttori americani approfittano dell’aumento per riallineare i propri prezzi, alzando il costo anche di beni esclusi dai dazi. Il colpo ricade tutto sul consumatore finale. Molti utenti raccontano di non riuscire a sostituire prodotti che, fino a poche settimane fa, costavano pochissimo. I saldi quotidiani dei colossi asiatici diventano un ricordo. Il potere d’acquisto cala, la frustrazione cresce. Non basta più scegliere dove comprare, si inizia a scegliere cosa non comprare più.
Le conseguenze si vedono già anche sul versante logistico. Al porto di Los Angeles, l’arrivo di navi dalla Cina è crollato del 35%. Le banchine sono vuote, i magazzini in attesa. Il traffico si riduce drasticamente, l’intera filiera si blocca. Non ci sono più merci da trasportare e migliaia di operatori restano fermi. Non è solo una questione commerciale. è un segnale economico profondo, che si propaga sempre più. Un colpo deciso di un sistema interconnesso, dove ogni settore trascina l’altro con sé. Il timore, dopo i dazi, di una recessione imminente si fa concreto.
