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Ford blocco in Cina
Il caso è emblematico per diversi motivi. In primis, mostra quanto il mercato globale sia interconnesso. L’episodio, inoltre, rivela una contraddizione interessante. Mentre Ford blocca l’export dei suoi modelli americani, continua ad importare negli USA la Lincoln Nautilus, un SUV di lusso prodotto in Cina. Dunque, se da un lato si alzano muri, dall’altro restano ancora porte socchiuse, a testimonianza di quanto siano complesse, ed anche contraddittorie, le logiche del commercio internazionale.
Le conseguenze per il consumatore finale potrebbero non tardare ad arrivare. Se le tensioni si protrarranno, Ford e altri colossi potrebbero aumentare i prezzi. Non tanto per compensare le perdite dirette, quanto per far fronte all’aumento dei costi di componentistica importata, che rappresenta una fetta non trascurabile del processo produttivo. Tutto ciò accade mentre il settore auto è già sotto pressione per altre ragioni. Tra cui la corsa verso l’elettrico, la crisi delle materie prime, l’instabilità logistica e l’agguerrita concorrenza. In tale scenario, ogni decisione politica ha un impatto moltiplicato.
Quanto sta accadendo evidenzia quanto anche il settore auto sia condizionato dalle controversie a livello mondiale. Ciò significa che tutte le aziende auto dovranno adattarsi ai nuovi scenari dovuti all’arrivo dei dazi.










