Con due distinte sentenze, il TAR del Lazio ha messo la parola fine ai ricorsi presentati da WindTre contro le sanzioni inflitte da AGCOM nel 2021. La prima, dal valore di 896.000€, riguarda gravi irregolarità nei costi di attivazione e recesso per i clienti business. L’operatore, secondo quanto accertato dall’Autorità, avrebbe applicato costi non chiaramente dichiarati, raggirando le regole sulla trasparenza contrattuale.
WindTre sotto accusa: informazioni poco chiare e trasparenza compromessa
L’AGCOM aveva evidenziato diverse offerte promozionali, proposte da WindTre, nelle quali i contributi di attivazione, apparentemente scontati, venivano poi riaddebitati in caso di recesso anticipato. La sentenza n. 7587/2025 ha giudicato legittima la sanzione. In quanto è stato riconosciuto che tali pratiche finivano per mascherare penali non consentite dalla normativa. Offerte come “Super Unlimited” nel mobile o “Office Plus” nel fisso prevedevano importi rateizzati che, di fatto, venivano riscossi in un’unica soluzione al momento della disdetta. Per il TAR, le condizioni economiche non risultavano comunicate con sufficiente chiarezza e violavano i diritti degli utenti.
La seconda pronuncia del TAR, contenuta nella sentenza n. 7580/2025, ha confermato una ulteriore multa da 174.000€. In questo caso, la violazione contestata riguarda l’omessa trasmissione dell’informativa annuale obbligatoria. WindTre si era limitata a rendere disponibile il riepilogo contrattuale solo attraverso l’app o l’area clienti. Tutte modalità ritenute inadeguate perché non rispondenti al requisito di “invio scritto” previsto dal regolamento.
Secondo l’Autorità invece, ogni cliente deve ricevere almeno una volta l’anno un documento chiaro e completo sulle condizioni della propria offerta, per poterne valutare l’effettiva convenienza. Il mancato invio ostacola la trasparenza del mercato e limita la possibilità di confronto tra operatori. Iliad Italia, parte in causa nel procedimento come segnalante, ha ribadito l’importanza di garantire una corretta informazione a tutela della concorrenza.
L’AGCOM, alla luce di queste conferme giudiziarie, sta portando avanti un confronto con tutti gli operatori per uniformare l’invio dell’informativa annuale. Si prevede che il tavolo tecnico, in corso anche su altri temi come il CLI spoofing e l’etichettatura delle reti 5G, si concluda entro fine aprile 2025.
