La nuova ondata di dazi statunitensi ha messo in allerta il settore tech, e tra le aziende che stanno rivedendo in fretta i propri piani c’è anche Google, che rischia di vedere penalizzata la produzione dei suoi smartphone Pixel. Per evitare gli effetti più pesanti delle nuove tariffe, l’azienda starebbe valutando lo spostamento di una parte della produzione globale in India, secondo quanto riportato da fonti interne. Tutto sembra essere molto realistico in base alla situazione che assume caratteri sempre più difficili per l’economia mondiale.
Obiettivo primario: evitare il dazio del 46% sul Vietnam
La mossa nasce dalla necessità di mitigare l’impatto di un dazio del 46% che colpirà presto i prodotti in arrivo dal Vietnam, una delle attuali sedi produttive dei Pixel. Per evitare questa impennata dei costi, Google ha avviato colloqui con Dixon Technologies e Foxconn, due attori chiave nella produzione indiana, con l’intento di trasferire parte della filiera proprio nel subcontinente.
L’India, pur applicando dazi, presenta uno scenario più favorevole: il prelievo del 26% è infatti considerato più gestibile rispetto a quello previsto per il Vietnam. Oltre agli smartphone completi, Google potrebbe spostare anche la produzione di componenti chiave, come scocche, alimentatori e sensori biometrici.
Una transizione tra mille incognite
Attualmente, in India vengono prodotti circa 45.000 Pixel al mese, il 65-70% dei quali proprio da Dixon. Tuttavia, il quadro resta incerto. Lo stop di 90 giorni deciso dagli USA offre una finestra utile per organizzarsi, ma tutto dipenderà da come evolverà la situazione. Potrebbero infatti esserci riposizionamenti politici, accordi commerciali o modifiche ai dazi che renderebbero meno urgente la delocalizzazione.
Quel che è certo è che Google non vuole rallentare proprio ora, mentre i Pixel stanno finalmente conquistando quote di mercato dopo anni difficili. In questo contesto, una scelta rapida e mirata potrebbe fare la differenza, permettendo all’azienda di restare competitiva nonostante la turbolenza geopolitica.
