C’è un problema che sta interessando il mondo della musica durante gli ultimi tempi e riguarda i brani generati con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. A quanto pare sono sempre di più le produzioni di questo genere e il campanello d’allarme è scattato anche sulla popolare piattaforma streaming Deezer. Stando a quanto riportato, sarebbe stata registrata una crescita molto alta con decine di migliaia di brani generati ogni giorno dall’AI. Le percentuali sono alte in quanto si tratta del 18% di tutti i nuovi brani musicali caricati in piattaforma.
Un accesso libero che ha aperto anche all’AI
A favorire la diffusione di musica generata con l’intelligenza artificiale è proprio la politica di Deezer. Questa infatti consente a tutti gli artisti di poter caricare in piattaforma senza alcun problema i brani realizzati, senza che le etichette discografiche possano mediare. È proprio in questo modo che l’AI la sta facendo da padrona, con tantissimi contenuti generati in questo modo.
Strumenti di riconoscimento ancora limitati
Almeno per il momento l’unica soluzione che Deezer è riuscita a trovare è stata quella di introdurre dei nuovi strumenti per etichettare i contenuti creati da AI. Ci sono quindi dei watermark digitali. L’azienda ha fatto però sapere che si tratta di una soluzione momentanea e che attende di chiarire il tutto magari con una regolamentazione differente.
Crescono tensioni e azioni legali
Il tema è oggetto di un dibattito sempre più acceso. Da una parte, le aziende che sviluppano tecnologie AI sostengono il diritto all’uso di contenuti esistenti per l’addestramento, invocando il principio del “fair use”. Dall’altra, autori e case discografiche denunciano violazioni del copyright, come nel caso delle startup Suno e Udio, finite sotto accusa nel 2024 per presunto uso illecito di opere protette.
Mentre alcuni artisti si oppongono apertamente, altri cercano accordi commerciali, come nel caso della partnership tra Amazon e Suno per portare la musica AI direttamente su Alexa Plus.
Anche Spotify deve affrontare il problema
Deezer non è sola in questa situazione. Anche Spotify ha registrato un’ondata di brani creati artificialmente, alcuni dei quali caricati con l’intento di scalare artificialmente le classifiche e ottenere visibilità nelle playlist ufficiali. Dopo aver rimosso diversi contenuti duplicati, l’azienda ha comunque lasciato intendere di non voler escludere a priori la musica generata da AI.
Con il confine tra artista e algoritmo sempre più sfumato, la musica del futuro si prepara a ridefinire non solo il concetto di creatività, ma anche i modelli economici e legali dell’intera industria musicale.
