La linea tra uomo e macchina sta diventando sempre più sottile. A tal proposito, ciò che pochi anni fa sembrava fantascienza oggi potrebbe diventare realtà. L’interazione con la tecnologia sta cambiando il modo stesso in cui gli utenti affrontano la propria quotidianità. A tal proposito, si parla di una nuova interfaccia diretta tra cervello e dispositivi. Quest’ultima permette un controllo senza contatto, senza parole, senza gesti. Basta pensare. Uno dei progressi più affascinanti in tale campo arriva dalla Corea del Sud. Qui un gruppo di ricercatori guidati dal professor Kim Hodam, presso l’Università Yonsei, ha sviluppato una tecnologia rivoluzionaria.
Come rispondere con la forza del pensiero
Si tratta di micro-sensori, talmente piccoli da poter essere nascosti tra i capelli. Quest’ultimi sono in grado di rilevare i segnali elettrici emessi dal cervello. Per farlo non servono operazioni invasive, caschetti ingombranti o attrezzature complesse. Tali minuscole placchette si inseriscono tra i follicoli piliferi e raccolgono i dati in modo preciso ed efficace.
Il test su sei volontari ha mostrato risultati straordinari. I soggetti erano in grado di rispondere a una videochiamata, rifiutarla o terminarla solo pensando all’azione desiderata. Il tutto anche mentre si corre, senza interferenze, con una durata della batteria che supera le 12 ore. Ciò significa che sarà possibile controllare lo smartphone durante una passeggiata, oppure rispondere a un messaggio si cucina. Il tutto senza parlare o usare le mani.
Le implicazioni sono enormi. La tecnologia risulterebbe fondamentale per le persone con disabilità motorie, per chi ha perso l’uso delle mani, o anche in ambienti dove l’uso dei comandi vocali è impraticabile. Inoltre, l’adozione di tali tecnologie potrebbe aprire le porte a nuovi scenari creativi, culturali e sociali. Presto si potrebbe assistere ad un futuro in cui i display spariscono e l’interfaccia diventa invisibile, ma onnipresente. È solo possibile attendere e scoprire l’evoluzione di tale tecnologia.
