Su Marte, nel cratere Jezero, c’è stata una nuova scoperta. Il rover Perseverance ha da poco trovato un’unità stratigrafica che ha lasciato gli scienziati senza parole. La roccia, che è stata chiamata St. Pauls Bay dal team della NASA, presenta centinaia di piccole sfere di colore grigio scuro che ricoprono l’intera superficie. Le sfere, di piccolissime dimensioni, hanno alcuni dettagli strani, tra cui minuscoli fori al loro interno. La scoperta dell’11 marzo, ha fatto emergere una serie di domande senza risposta. L’origine e la formazione di questa roccia potrebbero infatti darci nuove delucidazioni sul passato di Marte e sull’evoluzione del cratere in questione.
La sfida di Perseverance nel comprendere il passato marziano
St. Pauls Bay si trova su una parte rocciosa che si chiama Witch Hazel Hill, lunga oltre 100 metri. Gli scienziati hanno affermato che questa formazione potrebbe essere stata trasportata da un altro luogo a causa di un fenomeno geologico. Questo potrebbe essere stato un impatto meteoritico o un processo vulcanico. Negli anni passati, i rover Opportunity e Curiosity, avevano trovato strutture molto simili vicino ai crateri Endurance e Gale. È stato questo che ha permesso agli esperti di supporre che i depositi fossero il risultato dell’interazione dell’acqua sotterranea con le rocce. Anche se non si esclude che la causa possa essere un’altra, come il veloce raffreddamento di lava fusa durante un’eruzione.
Oltre a questa scoperta, Perseverance sta anche raccogliendo prove fondamentali per la missione Mars Sample Return. Quest’ultima vuole riportare sulla Terra frammenti marziani per nuove analisi. Alcuni di questi campioni, tra cui quelli che hanno delle formazioni simili a macchie di leopardo o semi di papavero, hanno fatto sorgere alcuni sospetti tra gli esperti. Potrebbero essere tracce di antica vita microbica. Il compito del rover è quello di concentrarsi sul bordo del cratere Jezero. È importante capire se l’area ha ospitato acque del passato sotterranee.
