United Launch Alliance (ULA) ce l’ha fatta: il suo razzo Vulcan ha ottenuto il via libera per le missioni di sicurezza nazionale. Questo significa che, dopo anni di monopolio da parte di SpaceX, c’è finalmente un nuovo giocatore in campo per i lanci spaziali più delicati del governo USA. Ma non è stata una passeggiata. Il percorso per arrivare a questa certificazione è stato lungo, pieno di ritardi e problemi tecnici che hanno rischiato di mandare tutto all’aria.
Vulcan di Ula ottiene la certificazione
Uno dei momenti più critici è stato nel 2023, quando un test in Alabama è finito male con un’esplosione che ha ritardato il debutto del razzo di mesi. Poi, nel 2024, un altro problema: uno dei booster laterali ha avuto un guasto al motore durante un volo di prova. Non proprio il miglior biglietto da visita quando si parla di missioni top secret per il governo. A ogni intoppo, però, ULA ha risposto con controlli, test aggiuntivi e una quantità impressionante di documentazione tecnica da consegnare alla Space Force per dimostrare che Vulcan era davvero pronto.
Ora che il via libera è arrivato, però, c’è poco tempo per festeggiare. Il vero banco di prova inizia adesso, con la sfida di rendere Vulcan un razzo operativo a tutti gli effetti. ULA aveva inizialmente parlato di 20 lanci nel 2025, ma già adesso questa stima è stata ridimensionata a circa una dozzina. Anche così, non è detto che sarà facile. Il primo lancio di sicurezza nazionale potrebbe avvenire in estate, ma prima di allora ci sono ancora altre missioni in coda.
Ad esempio, il prossimo volo targato ULA non vedrà protagonista Vulcan, ma un Atlas 5, che porterà in orbita i satelliti del progetto Kuiper di Amazon. Solo dopo toccherà di nuovo a Vulcan, che dovrà dimostrare di essere all’altezza delle aspettative. Nel frattempo, SpaceX continua a dominare il settore e non ha nessuna intenzione di farsi rubare il posto. Insomma, il duro lavoro per ULA è appena cominciato.
