“Telecom Italia informazione gratuita. Attenzione: l’azienda torna ad “essere italiana“. Sarebbe questo il messaggio che TIM reciterebbe ai suoi utenti se tutto ciò potesse essere comunicato al telefono: il gestore torna ad essere italiano grazie ad un acquisto del 15% delle quote di Vivendi da parte di Poste Italiane. Si tratta di un esborso pari a 684 milioni di euro, cifra necessaria per arrivare a possedere il 24,81% delle azioni ordinarie di Telecom Italia.
In questo modo dunque Poste Italiane acquisisce di diritto il titolo di azionista di maggioranza dell’operatore italiano.
Un nuovo equilibrio dopo anni di partecipazioni estere
Con la cessione, Vivendi scende al 2,51% del capitale ordinario, consolidando un disimpegno progressivo dal mercato italiano. Si chiude così una fase storica segnata dalla forte presenza di capitali stranieri e si apre un nuovo scenario, in cui un soggetto nazionale come Poste assume un ruolo di peso nella governance di Tim.
L’intervento è stato interamente finanziato attraverso la liquidità già disponibile di Poste Italiane. La società guidata da Matteo Del Fante ha descritto l’operazione come un investimento strategico di lungo termine, chiarendo anche che non intende superare la soglia attuale per non incorrere nell’obbligo di OPA.
Collaborazioni in vista su più settori
Bisognerà attendere ancora un po’ in quanto tutto sarà formalizzato entro i primi sei mesi di questo 2025, probabilmente entro giugno. Nel frattempo si profilano all’orizzonte già diverse sinergie tra TIM e Poste, con una delle più concrete che riguarda Postepay, che dovrebbe iniziare a utilizzare la rete mobile di Tim a partire dal 1° gennaio 2026.
Sono allo studio anche accordi industriali in settori come la telefonia, l’ICT, i servizi media, la finanza e l’energia. L’idea è costruire una rete di collaborazione tra le attività del gruppo Poste e quelle dell’infrastruttura Tim, per rafforzare la presenza pubblica nel digitale e rendere più solido l’intero sistema delle telecomunicazioni italiane.
Secondo quanto riportato, l’acquisizione è stata supportata da Rothschild, che ha fornito una fairness opinion positiva all’operazione. Ora non resta che vedere come evolverà questa nuova fase per Tim, ma una cosa è chiara: l’Italia torna al centro del proprio sistema di telecomunicazioni.
