Samsung si prepara all’ennesima evoluzione tecnologica. L’azienda sudcoreana è pronta ad entrare nel settore della realtà estesa (XR) con un dispositivo che potrebbe ridefinire gli standard qualitativi del mercato. Si tratta del Project Moohan, un visore avanzato che promette di superare in qualità visiva il Vision Pro di Apple. Grazie all’integrazione di una tecnologia all’avanguardia. Samsung ha presentato ufficialmente il suo visore XR a dicembre dello scorso anno. Durante il Mobile World Congress 2025, l’azienda ha fornito ulteriori dettagli sul progetto. Rafforzando così le aspettative del pubblico e degli investitori.
Samsung: dettagli sul prossimo visore XR
Secondo un recente rapporto di TheElec, il visore XR di Samsung utilizzerà un pannello OLED on Silicon (OLEDoS). Quest’ultimo avrà una densità di pixel straordinaria, pari a 3.800 PPI, su un display da 1,3 pollici fornito da Sony. Si tratta di un miglioramento importante rispetto al Vision Pro di Apple, che offre 3.391 PPI su un pannello leggermente più grande da 1,42 pollici. Una densità di pixel più elevata si traduce in immagini più nitide e una riduzione della pixelatura. Inoltre, porta anche ad una migliore leggibilità dei testi. Aspetti cruciali per un’esperienza immersiva di alto livello. Inoltre, il dispositivo Samsung sarà alimentato da un processore Qualcomm e basato su Android XR. Un sistema operativo realizzato con Google.
Le ultime indiscrezioni indicano che la produzione di massa dei componenti di Project Moohan inizierà a breve. Con un lancio previsto per la seconda metà dell’anno. Samsung adotta un approccio prudente, pianificando di produrre circa 100.000 unità all’anno. Una strategia che potrebbe garantire una gestione ottimale della domanda e delle risorse.
L’innovazione nel settore XR sta rapidamente accelerando, con Samsung e Apple impegnate in una battaglia tecnologica per la supremazia. Il lancio di Project Moohan potrebbe rappresentare un punto di svolta. Offrendo agli utenti un’alternativa di alto livello rispetto al Vision Pro. Segnando così un nuovo capitolo nella storia della realtà estesa.
