La calotta polare di Marte continua a rivelare segreti sulla natura del pianeta rosso. Recenti studi dimostrano che la pressione esercitata dal ghiaccio sta spingendo il polo nord marziano verso l’interno. Influenzando così la crosta stessa del pianeta. Tale scenario ha rivelato informazioni preziose sulla struttura sottostante. Il fenomeno, unito ai dati raccolti dal lander InSight della NASA, sta aiutando gli scienziati a costruire un quadro più dettagliato. Riguardo la composizione interna di Marte.
Su Marte sprofondano i ghiacciai
Per molti anni, si è ipotizzato che la crosta marziana fosse rigida e immutabile nel tempo. Eppure, nuove prove suggeriscono il contrario. Il peso della calotta di ghiaccio, formatasi negli ultimi milioni di anni, sta ancora esercitando una pressione importante sulla crosta. Causando un affondamento progressivo. Tale processo è simile al rimbalzo isostatico glaciale osservato sulla Terra dopo le grandi ere glaciali. Ciò anche se su Marte il ritmo di deformazione è molto più lento. A causa delle temperature estremamente basse e della minore attività geologica.
La modellazione computerizzata di tale fenomeno ha permesso di sviluppare numerosi scenari possibili per comprendere la natura del mantello marziano. Degli 84 modelli analizzati, solo tre si sono rivelati coerenti con i vincoli imposti dai dati sismici raccolti da InSight. La principale scoperta è che l’interno di Marte è probabilmente molto viscoso e relativamente freddo. Ciò indica che la maggior parte degli elementi radioattivi che generano calore si trova nella crosta. E non nel mantello profondo. Tale risultato è cruciale per comprendere l’evoluzione termica del pianeta. Oltre che per valutare la possibilità di attività geologica residua.
La combinazione di dati sta aprendo nuove prospettive sulla storia di Marte. Le continue analisi permetteranno di affinare le nostre conoscenze sul pianeta rosso. Tale meccanismo potrebbe portare a scoperte importanti su un pianeta che si sta rivelando molto più dinamico di quanto si potesse sperare. Non resta che attendere e scoprire quali saranno le prossime scoperte su Marte.
