Per alcuni proprietari di iPhone 7 e iPhone 7 Plus, è finalmente arrivato il momento di riscuotere il risarcimento. Dopo anni di segnalazioni e problemi tecnici, Apple ha concluso una class action con un accordo da 35 milioni di dollari, destinato a coloro che hanno avuto malfunzionamenti legati all’audio.
Il problema del tasto “microfono” e i guasti audio su iPhone 7
Il problema più diffuso riguardava il tasto “microfono” disattivato durante le chiamate, impedendo agli utenti di utilizzare la funzione vivavoce. Altri malfunzionamenti includevano:
- L’incapacità di Siri di rispondere ai comandi vocali;
- Microfono con qualità ridotta, che rendeva difficile comunicare;
- App Memo Vocali inutilizzabile, senza possibilità di registrare audio.
Secondo una nota interna trapelata nel 2018, Apple aveva individuato la causa in un bug di iOS 11.3, che interferiva con il sistema audio. Questo problema impediva agli utenti di sentire l’interlocutore durante una chiamata normale o una videochiamata FaceTime.
I rimborsi sono iniziati: a chi spetta ricevere il pagamento
Dopo l’accordo raggiunto nel gennaio 2024, Apple ha iniziato a distribuire i pagamenti ai membri della class action. Ecco come sono suddivisi i rimborsi:
- Fino a 350 dollari per chi ha pagato di tasca propria una riparazione;
- Circa 200 dollari per chi ha segnalato il problema ma non ha effettuato riparazioni a pagamento.
Per ricevere il rimborso, era necessario dimostrare di aver presentato una segnalazione ad Apple oppure esibire una ricevuta per la riparazione o sostituzione del dispositivo.
In questo caso Apple ha deciso di concludere una situazione incresciosa ma con un particolare: non ha ammesso le sue colpe. L’azienda infatti ha deciso di pagare la somma che era stata stabilita, ma non ha fatto mea culpa. Sono diverse le persone che hanno già ricevuto il rimborso, il quale purtroppo non servirà ad acquistare un nuovo dispositivo. C’è da tenere conto anche di un’altra questione: più utenti, dopo questa situazione incresciosa, hanno scelto di abbandonare Apple.

