Meta e Donald Trump hanno siglato un nuovo accordo. Un intervento interessante per il rapporto tra social e politica. L’accordo prevede che Meta versi a Trump 25 milioni di dollari. La decisione è arrivata dopo diverse tensioni e dispute legali. Tale accordo ha lo scopo di chiudere il contenzioso legato alla sospensione del suo account su Facebook. Avuto inizio a seguito degli eventi del 6 gennaio 2021.
Meta e Trump hanno siglato un nuovo accordo
L’incontro decisivo si è svolto nella residenza del neo-presidente a Mar-a-Lago. Durante una cena privata alla quale hanno partecipato alti dirigenti di Meta. Secondo fonti vicine, il presidente ha ribadito la necessità di ristabilire un dialogo costruttivo. Quest’ultimo deve coinvolgere la sua amministrazione e l’industria tecnologica. Ciò lasciando intendere che un’intesa economica sarebbe stata il primo passo per una futura collaborazione. Secondo quanto emerso, una parte consistente della cifra pattuita sarà utilizzata per finanziare la biblioteca presidenziale di Trump.
La situazione sembra però essere parte di uno scenario più complesso. Nei mesi successivi alla vittoria elettorale di Trump, Meta ha iniziato una revisione delle sue linee guida riguardo la moderazione dei contenuti. Il programma di fact-checking è stato sospeso. Mentre le restrizioni sui post riguardanti temi sensibili sono state notevolmente ridotte. Come, ad esempio, post sull’immigrazione e sui diritti delle comunità LGBTQ. Inoltre, Meta ha annunciato la fine di alcuni programmi aziendali. In particolare, quelli dedicati alla diversità e all’inclusione. Tali scelte hanno suscitato critiche da parte di attivisti e dipendenti.
L’accordo con Trump è stato reso noto con la pubblicazione dei bilanci trimestrali di Meta. Zuckerberg, durante la conferenza con gli investitori, ha evidenziato la strategia futura dell’azienda. Ciò sottolineando l’importanza del legame con le istituzioni governative. Il CEO non ha menzionato direttamente Trump. Eppure, ha lasciato intendere che la nuova amministrazione sia più favorevole. Rispetto alle grandi imprese tecnologiche.
