Un video inquietante sta facendo il giro del web, mostrando un combattimento tra un drone armato di fuochi d’artificio e un cane robotico dotato di un meccanismo simile. La scena sembra tratta da un film di fantascienza, ma è reale e ha sollevato un acceso dibattito sulle implicazioni dell’uso di robot e droni nelle operazioni militari.
Il futuro della guerra è già qui?
Il video, diffuso sui social media cinesi, non specifica il luogo esatto in cui è stato girato, ma mostra il drone attaccare il cane robotico con raffiche di fuochi d’artificio, costringendolo a spostarsi per reagire. Non è chiaro se i due dispositivi siano telecomandati o funzionino in modo autonomo, ma le immagini hanno suscitato commenti preoccupati sulla crescente automazione della guerra.
L’impiego di droni nei conflitti è ormai una realtà consolidata. In pochi anni si è passati da velivoli di grandi dimensioni e costi elevati a modelli più piccoli, economici e agili, prodotti su larga scala. Nel 2024, l’esercito ucraino ha utilizzato oltre un milione di droni, mentre la Russia ha risposto con una produzione ancora maggiore. Questi strumenti vengono impiegati per ricognizione, attacchi mirati e supporto tattico, trasformando il modo in cui si combatte.
Sebbene il drone del video somigli a un modello commerciale della DJI e il cane robotico a un’unità prodotta da Unitree, entrambe aziende che dichiarano di sviluppare tecnologia per scopi civili, il loro utilizzo in un contesto di combattimento solleva interrogativi sulla facilità con cui dispositivi di uso comune possono essere adattati per scopi militari.
Non è un caso che anche l’esercito cinese abbia iniziato a sperimentare l’impiego di robot quadrupedi in esercitazioni congiunte. Alcune aziende, come Norinco, hanno già presentato prototipi di cani robotici equipaggiati per operazioni di sorveglianza e attacco.
Il confine tra tecnologia civile e militare si fa sempre più sottile. Se strumenti come i visori HoloLens di Microsoft sono già stati riconvertiti per l’uso bellico, non è difficile immaginare un futuro in cui droni e robot quadrupedi diventino parte integrante dei conflitti moderni.
