TecnoAndroid
  • News
  • Android
  • Scienza e Tech
  • Recensioni
  • Gaming
  • Curiosità
  • IA
  • Motori
  • Offerte
  • Telco
  • TV
  • Contatti
TecnoAndroid
  • News
  • Android
  • Scienza e Tech
  • Recensioni
  • Gaming
  • Curiosità
  • IA
  • Motori
  • Offerte
  • Telco
  • TV
TecnoAndroid
TecnoAndroid
  • TecnoAndroid – News e Recensioni Tech
  • Recensioni
  • Scienza e Tecnologia
  • Curiosità
  • Intelligenza Artificiale
  • News
  • Offerte
  • Operatori Telefonici
Copyright 2021 - All Right Reserved
Home Android
News

Microsoft abbandona i data center sottomarini dopo Project Natick

scritto da Margherita Zichella 26/06/2024 0 commenti 1 Minuti lettura
Il progetto Natick di Microsoft è stato ufficialmente chiuso, non ci saranno più data center sottomarini per l'azienda americana.
Condividi FacebookTwitterLinkedinWhatsappTelegram
50

Nel 2016, Microsoft aveva presentato al mondo un progetto piuttosto futuristico chiamato Project Natick. L’idea era semplice quanto ambiziosa: capire se fosse possibile installare e gestire data center sott’acqua, negli oceani. Sembrava un’idea uscita da un film di fantascienza, ma Microsoft l’ha portata avanti con serietà, sperando che potesse rivoluzionare il modo in cui gestiamo i dati.

TecnoAndroid · su Google

Seguici su Google e non perdere nulla

Aggiungi TecnoAndroid alle tue fonti preferite su Discover e segui il nostro profilo Google: le notizie tech più importanti arrivano direttamente sul tuo telefono.

Seguici su:DiscoverGoogleGoogle NewsTelegram

Dopo diversi anni di test, però, Microsoft ha deciso di abbandonare questa strada. Nel 2018, avevano messo in acqua il loro data center Northern Isles con 864 server al largo della costa della Scozia. Era un esperimento che aveva fatto parlare di sé, ma alla fine, i risultati non sono stati quelli sperati.

 

Il progetto Natick con i suoi pro e contro

Uno dei punti di forza del progetto Natick era che i server sottomarini registravano un tasso di guasti molto inferiore rispetto ai data center terrestri. Si parlava di un ottavo dei guasti, un dato davvero interessante. Inoltre, la velocità di implementazione era un altro vantaggio notevole: un data center sottomarino poteva essere installato e messo in funzione in appena 90 giorni, contro i due anni necessari per costruire un data center terrestre.

Nonostante questi vantaggi teorici, Microsoft ha deciso di chiudere il progetto. Noelle Walsh, che guida la divisione Cloud Operations + Innovation di Microsoft, ha dichiarato che l’azienda “non sta costruendo data center sottomarini in nessuna parte del mondo”. È una dichiarazione che ha messo la parola fine su un esperimento che aveva acceso molte speranze.

La decisione di Microsoft riflette probabilmente una serie di sfide tecniche e logistiche che si sono rivelate insormontabili. Anche se i server sottomarini avevano meno guasti, altri problemi potrebbero aver reso l’operazione meno conveniente o praticabile rispetto ai data center tradizionali. E poi c’è sempre il fattore umano: lavorare sott’acqua aggiunge un livello di complessità che non tutti sono pronti ad affrontare.

Insomma, l’idea dei data center sottomarini era affascinante e ha sicuramente contribuito a spingere i limiti dell’innovazione tecnologica. Anche se Microsoft ha deciso di non proseguire su questa strada, l’esperimento non è stato vano. Ha permesso di esplorare nuove possibilità e di imparare lezioni preziose che potranno essere applicate in altri contesti.

 

Un futuro ancora da scrivere

Il futuro dei data center sottomarini potrebbe non essere del tutto chiuso. Altre aziende potrebbero riprendere l’idea e cercare di risolvere i problemi che Microsoft ha incontrato. Per ora, però, Microsoft ha scelto di concentrarsi su altre sfide tecnologiche, lasciando da parte le profondità degli oceani. Chissà, magari un giorno ci saranno nuove tecnologie che renderanno questa visione una realtà praticabile.

 

centerdatamicrosoftprogetto
Condividi FacebookTwitterLinkedinWhatsappTelegram
Margherita Zichella
Margherita Zichella

Nata a Roma l'11 aprile del 1983, diplomata in arte e da sempre in bilico tra comunicazione scritta e visiva.

Articolo precedenti
Elon Musk, tra figli segreti e comportamenti inappropriati
prossimo articolo
L’errore di caricare lo smartphone vicino al letto

Lascia un commento Cancella Risposta

Salva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.

Ultime news

  • Google potrebbe dare solo 5 GB ai nuovi account: ecco perché

    14/05/2026
  • Devel Sixteen: il progetto mai decollato della hypercar da 5.000 CV

    14/05/2026
  • Space Haven esce in 1.0 dopo 10 anni: solo 3 sviluppatori dietro la progettazione

    14/05/2026
  • Qualcomm, chip top di gamma oltre 280€: smartphone Android più cari

    14/05/2026
  • Instagram: arrivano Ultra HDR e Night Mode su Android

    14/05/2026

2012 – 2026 Tecnoandroid.it – Gestito dalla STARGATE SRLS – P.Iva: 15525681001 Testata telematica quotidiana registrata al Tribunale di Roma CON DECRETO N° 225/2015, editore STARGATE SRLS. Tutti i marchi riportati appartengono ai legittimi proprietari.

Questo articolo potrebbe includere collegamenti affiliati: eventuali acquisti o ordini realizzati attraverso questi link contribuiranno a fornire una commissione al nostro sito.

  • Privacy e Cookie policy
  • FAQ, Disclaimer e Note legali
  • Contatti

🔥 Non perderti nemmeno un'offerta

Le migliori offerte
direttamente su di te

Smartphone, notebook, gadget tech al prezzo più basso.
Unisciti a migliaia di lettori di TecnoAndroid!

Unisciti su Telegram Gratis Seguici su WhatsApp Nuovo
oppure

Ricevi le offerte via email

Iscriviti alla newsletter per non perdere nessuna offerta!

Puoi disiscriverti in qualsiasi momento. Niente spam, solo offerte vere. 🎯

TecnoAndroid
  • Home