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Diciamolo forte e chiaro, da quando è arrivata notizia della produzione dei vaccini contro il Covid-19 si è accesa una discussione che ancora oggi lascia molti dubbi al suo seguito. Ovviamente i No Vax non hanno fatto altro che alimentare la diffusione delle fake news in merito a vaccinazione, casi avversi ed effetti collaterali improbabili. Perciò oggi sono ancora molti ad avere dubbi sui vaccini Covid-19. Oggi vedremo come la scienza spiega se modificano il DNA e se alimentano le varianti.

 

Vaccini: la scienza ci tranquillizza su DNA e varianti

Grazie alla scienza e al lavoro certosino dell’Istituto Superiore di Sanità, è stato prodotto un vademecum in grado di fornire risposte complete alle domande sui vaccini. Questo documento, pubblicato sul sito ufficiale dell’ISS, risponde ai dubbi prodotti dalle fake news che in questo ultimo anno si sono diffuse.

Prima fra tutte se i vaccini modificano il nostro DNA. Questo è ancora oggi il cavallo di battaglia preferito dai No Vax pronto a essere utilizzato contro gli antidoti a mRNA messaggero. Ecco quanto dichiarato dall’Istituto Superiore di Sanità:

I vaccini anti COVID-19 non cambiano e non interagiscono in alcun modo con il DNA. Sia i vaccini a mRNA che a vettore virale forniscono istruzioni alle nostre cellule utili ad attivare una risposta immunitaria così da proteggere contro il Sars-Cov-2“.

Dopo questo dubbio, ce n’è un altro molto gettonato tra chi non vuole farsi vaccinare. Si tratta della convinzione che “più ci vacciniamo e più escono nuove varianti“. Sarà proprio così? Ancora una volta è l’Istituto Superiore di Sanità a fornirci risposta grazie a questo utilissimo vademecum:

Le varianti emergono perché il virus, replicandosi, tende a sviluppare nuove mutazioni. I vaccini, riducendo la circolazione, limitano quindi la possibilità che il virus muti. Le varianti in circolazione in questo momento inoltre, compresa la Variante Delta [e Delta Plus], sono state osservate per la prima volta lo scorso dicembre, quando ancora le campagne vaccinali erano iniziate in pochissimi paesi“.