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Purtroppo, a volte ciò che viene visto in televisione o sugli schermi dei contenuti in streaming on demand viene riprodotto nella vita di tutti i giorni. A farne le spese sono sempre i più piccoli che non riescono a fare la differenza tra finzione e realtà. È questo ciò che sta succedendo in alcuni istituti scolastici. Squid Game, l’acclamata serie TV Netflix, sta diventando un vero e proprio incubo per molti bambini che a scuola vengono malamente picchiati. Scopriamo cosa sta succedendo e perché è così preoccupante.

 

Squid Game: nelle scuole i bambini emulano la sua violenza

Non è mistero che Squid Game, serie TV Netflix sudcoreana in lingua originale, debba il suo successo alla trama violenta e senza troppe remore. Infatti, 465 soggetti indebitati si trovano in una sorta di Hunger Game dove i livelli da superare sono antichi giochi e perdere significa essere uccisi.

Per il suo ritmo incalzante e la sua crudezza, Squid Game oggi ha superato tutti gli altri titoli della piattaforma piazzandosi tra le Top Ten in ben 90 Paesi. Purtroppo però sta diventando un fenomeno anche nelle scuole dove molti bambini emulano il famoso gioco “Un, due, tre… stella!” picchiando di santa ragione chi perde.

Ecco le dichiarazioni di una madre giustamente preoccupata per la situazione dove a pagarne le spese, in questo caso, ma come per altri bambini, è sua figlia:

Tutti i perdenti sono stati schiaffeggiati. Mia figlia non aveva capito il motivo. Non conosce Squid Game, non ha visto clip o altro, non capisco perché così tanti bambini piccoli ci giocano quando è una serie vietata ai minori di 16 anni. Ho paura che mia figlia torni a casa piena di lividi“.

 

La risposta delle autorità

A conferma di ciò diversi istituti scolastici del Belgio, è da lì che si sta diffondendo il fenomeno, hanno postato su Facebook diverse rassicurazioni per i genitori. Ammettendo queste pratiche emulative di Squid Game promettono che faranno di tutto per dare fine a questo “gioco malsano e pericoloso“.

In merito a questi episodi è intervenuto anche il sindaco di Erquelinnes, David Lavaux, che sottolinea come Squid Game e altri post social non adatti ai bambini di queste età finiscono comunque tra le loro mani:

L’informazione scorre e finisce nelle mani di bambini di prima media che hanno accesso a TikTok e a molti altri social. Tutto è mescolato, tutto è accessibile a tutti. Questo è vero per questo tipo di serie TV come per la pornografia e per molte altre cose. I bambini hanno accesso a tutto, da qui la necessità di educarli“.

FONTEil Messaggero