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Sembrava essere caduta nel dimenticatoio una delle tasse più temute da chi detiene un discreto patrimonio in banca. Al contrario era solo latente ed è bastato poco per riaccendere gli animi. Di conseguenza sta crescendo la paura tra gli italiani per l’arrivo di una possibile patrimoniale. Questo timore è stato innescato e alimentato proprio da Salvini, ma a spegnere il fuoco c’è stato Brunetta che, con le sue dichiarazioni, ha tranquillizzato tutti.

 

Patrimoniale: Brunetta tranquillizza e smentisce le dichiarazioni di Salvini

Matteo Salvini non perde occasione per gettare nel panico gli italiani e così spingere tutto in caciara. Cosa c’è di meglio per boicottare la Legge delega sulla riforma fiscale se non parlare di patrimoniale? E difatti è andata proprio così. Il buon vecchio Matteo perde il pelo, ma non il vizio e, per contrastare la nuova riforma al vaglio del Governo, ha tirato fuori la carta vincente.

Insomma, tanto quanto è molto odiato bollo auto, la patrimoniale incute davvero timore negli italiani e, quando se ne parla, ci vuole poco per spaventare. Tuttavia Renato Brunetta, Ministro della Pubblica Amministrazione, ha smentito le uscite di Salvini:

Nessuna patrimoniale, anzi: il solo pensarlo è ridicolo“.

Il Ministro ha poi continuato spiegando il lavoro che c’è dietro a quanto si sta proponendo con il Governo Draghi e la patrimoniale è, per ora (aggiungiamo noi) molto lontana. Ecco quanto ha dichiarato Brunetta:

Draghi è una persona seria, ha preso degli impegni in Parlamento e con il Governo. Questa è una delega, una riforma dell’intero impianto fiscale, di cui il catasto è certamente una componente fondamentale. Si tratta di modernizzare la nostra pubblica riscossione dei tributi, e questo si sta facendo“.

Quindi sembra proprio che non ci siano in vista patrimoniali di qualsiasi sorta, ma l’idea di migliorare il sistema fiscale attualmente in vigore. Ovviamente non poteva mancare la stoccata a Salvini che per Brunetta è stata la ciliegina sulla torta:

Il Governo deve andare avanti. Anzi, più riforme fa, più forte è. Non saranno certo fibrillazioni opportunistiche del momento a bloccare l’azione riformatrice dell’esecutivo“.

FONTEIl Foglio