monete rareÈ davvero da sciocchi sottovalutare le piccole monete, in particolar modo quei centesimi che molto spesso dimentichiamo all’interno della nostra abitazione. Diciamo ciò perché questi ultimi possono arrivare a valere davvero una cifra enorme, soprattutto se andiamo a parlare di valute antiche, le quali ormai non anno alcun valore economico e giuridico.

Quindi, se ci è passata per le mani qualche moneta di vecchia data tramite qualche familiare, è arrivato il momento di andarsi a documentare su quale di questi pezzi apparentemente innocui si può andare a puntare.

Per chi non sa nulla di questo argomento, specifichiamo che ci sono almeno tre requisiti in particolare che fanno sì che una moneta sia rara. Partiamo dal dire che, di solito, l’errore principale è un errore di conio, ossia un vero e proprio difetto di produzione. Ci sono altri motivi però, come per esempio quando sono legate ad un evento storico e sono prodotte in edizione limitata raffigurando un qualcosa di particolare.

Monete rare: questo 5 centesimi vale un botto

Un esempio lampante di quello che stiamo dicendo è il 5 centesimi di Carlo Alberto del 1842. Il suddetto è stato coniato dal Regno di Sardegna, e presenta sul fronte la voce “5 centesimi” con tanto di data sul retro e lo stemma del regno con i quattro mori. I dettagli che vi danno la certezza che stiamo parlando di questa sono due: una “F” in basso, iniziale dell’incisore Ferraris Giuseppe, e una figura di un’aquila, la quale rappresenta la zecca di Torino.

Quindi, semmai doveste avere a che fare con un esemplare di questo tipo, è bene tenerlo in considerazione, poiché potrebbe andare a valere addirittura 1.000 euro sui vari siti di aste online. Ciò che rende ulteriormente speciale questa moneta è il fatto che è circolata solo ed esclusivamente in Sardegna e che in realtà, rispetto alla data indicata, è stata coniata nel 1843. In più, gli esemplari sono 1.845.096 e sono introvabili.