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Tesla, hackerarla è più facile di quanto si possa pensare

scritto da Alessio Amoruso 02/05/2021 0 commenti 1 Minuti lettura
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Con l’avanzare della tecnologia presente sulle automobili, aumenta anche il rischio di possibili violazioni o accessi non autorizzati. Infatti, vetture come le Tesla sono sempre connesse alla rete per sfruttare tutti i servizi di infotaiment integrati.

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Per esempio, le funzionalità legate alle mappe scaricano continuamente le informazioni sul traffico dalla rete dati. Questa potrebbe essere un punto di accesso per gli hacker più esperti, i quali potrebbero sfruttare la vulnerabilità per ottenere il controllo del veicolo.

Per testare che un veicolo è hackerabile, Ralf-Philipp Weinmann e Benedikt Schmotzle hanno deciso di testare le loro idee direttamente sul campo. La coppia di ricercatori quindi è riuscita nell’impresa di hackerare una Tesla Model X sfruttando una vulnerabilità zero-click.

Una Tesla è stata hackerata

La scoperta più sorprendente fatta dai due ricercatori è che per ottenere il controllo della Tesla si possono utilizzare semplicemente una chiavetta Wi-Fi e un drone. Secondo quanto emerso dai test, è possibile entrare nel sistema dei comandi in appena tre minuti.

Ralf-Philipp Weinmann e Benedikt Schmotzle hanno fatto volare un DJI Mavic 2 sulla vettura. Per iniziare, i due hanno intaccato i comandi delle portiere e dell’infotainment. Con maggiore tempo a disposizione non è possibile ottenere il controllo completo dell’acceleratore e dello sterzo, con conseguenze potenzialmente disastrose.

Durante il recente CanSecWest 2021, una conferenza dedicata alla sicurezza informatica, i due ricercatori hanno mostrato i risultati dello studio e il video dell’hack attraverso il drone. A causare la vulnerabilità è un componente chiamato ConnMan e realizzato da Intel.

Il problema più grande di questo hardware è legato alla diffusione nel settore, tanto che anche altri brand automotive oltre Tesla lo utilizzano. Intel ha confermato di aver già chiuso le falle e Tesla ha deciso di premiare i due ricercatori con 31.500 dollari per il programma dedicato alla segnalazione di falle di sicurezza.

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Alessio Amoruso
Alessio Amoruso

MBA | Executive Assistant | Tech enthusiast with a passion for innovation & storytelling | Journalist

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