eruzioni

Esistono due principali tipi di eruzioni vulcaniche: quelle esplosive e quelle effusive. Nelle prime, troviamo un magma viscoso e gassoso e vengono prodotti lapilli incandescenti che vengono poi proiettati in aria; nelle eruzioni effusive, invece, il magma è fluido e scola lungo le falde del vulcano stesso. Vi sono numerosi vulcani caratterizzati da eruzioni di tipo esplosivo ma, sicuramente, quelli che ci vengono prima in mente sono l’Etna e lo Stromboli. Ma vi siete mai chiesti come si rompe il magma per riuscire a produrre cenere e lapilli?

A svelare i segreti di questo interessantissimo fenomeno di rottura del magma è uno studio pubblicato sulle pagine della autorevole rivista scientifica Nature Geoscience. Lo studio in questione riporta la firma di un team di scienziati dell’Ingv in collaborazione con le Università di Monaco, Tuxtla e Città del Messico. L’obiettivo di questo lavoro è stato quello di capire come, nelle eruzioni vulcaniche esplosive, il magma si rompe al punto da formare cenere e lapilli. Tutte le particelle che si liberano durante un’eruzione esplosiva, precisamente, si formano quando il magma si frammenta. Ciò, è tutto quello che avviene nelle eruzioni basaltiche come quelle dell’Etna o dello Stromboli.

Nelle eruzioni vulcaniche esplosive il magma causa delle fratture

I ricercatori hanno preso in esame un consistente numero di eruzioni basaltiche per poi scoprire che in tutti i campioni esaminati ci sono dei microscopici cristalli rotti. Per comprenderne l’origine, gli scienziati hanno eseguito degli esperimenti in laboratorio durante i quali hanno fuso delle bombe dell’Etna e, successivamente, hanno fatto esplodere la roccia fusa iniettando del gas a pressione. Ciò che essi hanno verificato  che questi cristalli sono stati rotti dalla frammentazione del magma. Ma la cosa più interessante è che siccome alla frammentazione il magma è fuso, quando solidifica di nuovo, queste fratture si risaldano. È proprio questo processo di ricomposizione che riduce la quantità di cenere eruttata dal vulcano.

Si tratta di uno studio davvero straordinario che consentirà di stimare quante particelle si formeranno nelle future eruzioni vulcaniche di tipo esplosivo e anche quali saranno le loro dimensioni.

FONTENature Geoscience