sogniUn nuovo studio ha suggerito che è possibile comunicare attraverso i sogni. In seguito a svariati esperimenti si è arrivati alla conclusione che una comunicazione efficace mentre si dorme è più che possibile. Presto potrebbe persino esserci un’app apposita per Android.

“Abbiamo scoperto che molti mentre sognano durante la fase REM riescono ad interagire con lo sperimentatore impegnandosi in una comunicazione in tempo reale”. Questo quanto dichiara in un comunicato Ken Paller della Northwestern University. “Abbiamo anche dimostrato che i sognatori sono in grado di comprendere le domande, utilizzare la memoria di lavoro e produrre risposte”.

I ricercatori hanno tentato di comunicare con 36 soggetti diversi provenienti da Stati Uniti, Francia, Germania e Paesi Bassi. Alcuni partecipanti erano abili sognatori lucidi, mentre altri non l’avevano mai fatto prima. Hanno provato che è possibile seguire alcune istruzioni, fare matematica di base, rispondere a domande sì o no e distinguere altri input sensoriali tramite sogni. Invece di rispondere verbalmente, le risposte dei soggetti possono essere raccolte dai movimenti degli occhi o dai muscoli facciali.

Comunicare durante la fase REM, le nuove scoperte di un gruppo di scienziati

Su 158 domande, i sognatori hanno risposto correttamente il 18,6% delle volte secondo il rapporto di Current Biology. Alcuni hanno ricordato le domande come parte del sogno; altri hanno sentito domande di matematica da un’autoradio, mentre altri ancora hanno sentito il ricercatore che interrompeva il sogno chiedendo di parlare. “Abbiamo messo insieme i risultati. Riteniamo che la combinazione dei risultati di quattro diversi laboratori con approcci diversi attesta in modo più convincente la realtà di questo fenomeno”.

Questi metodi potrebbero essere utilizzati anche per aiutare chi ha difficoltà a dormire o ha incubi ricorrenti quando sogna. In tal caso trasformare il progetto in un’applicazione per dispositivi mobile sarebbe ancor più interessante. “Questo progetto sfida la concezione stessa dei sogni“, annuncia a Science il neuroscienziato Benjamin Baird dell’Università del Wisconsin. “È un test. Il fatto che diversi laboratori abbiano utilizzato questi diversi modi per dimostrare che è possibile avere questo tipo di comunicazione a due vie lo rende più credibile.”