dogecoin

La storia di Dogecoin è iniziata per scherzo. La suddetta, è una moneta digitale nata, appunto, per gioco, che ha nel logo l’immagine del cane Shiba Inu, un meme di internet. Tuttavia, dallo scherzo si è passato alle cose serie: il valore di mercato ha raggiunto quasi i 10 miliardi di dollari. Questo perché, qualche giorno fa, il fondatore di Tesla Elon Musk su Twitter ha deciso di fare delle dichiarazioni sulla criptovaluta.

Di fatto, già giovedì scorso in una serie di tweet su Dogecoin, Elon Musk aveva creato scompiglio nel mondo della criptovalute, con la quotazione del Dogecoin schizzata in alto fino al +70%.

Dopodiché anche dei tweet che definivano la criptovaluta come la “crittografia del popolo“, “niente alti, niente bassi, solo Doge“. Inoltre, Musk ha anche annunciato ufficialmente che la sua Tesla ha investito 1,5 miliardi in Bitcoin, oltre a decidere di cominciare ad accettare pagamenti in criptovaluta. Sarebbe la prima azienda automobilistica a fare ciò.

 

 

 

Dogecoin: dopo le dichiarazioni di Elon Musk non sono mancate le polemiche

Il visionario statunitense, dopo questi vari tweet è anche finito al centro di diverse polemiche, anche se comunque non è stato l’unico ad esprimersi sulla criptovaluta raffigurante l’iconico cane. Tuttavia, la regina indiscussa delle criptovalute resta Bitcoin, la quale oggi ha superato i 48.000 dollari dopo l’annuncio di Tesla.

Inoltre, secondo l’analista ed esperto di criptovalute di eToro Simon Peters, pensa che la mossa dell’azienda automobilistica possa far sì che anche le altre criptovalute nel mondo mettano decisamente il turbo. Uno dei suoi pensieri è anche che Apple e Google potrebbero inserire il Bitcoin tra i propri sistemi di pagamento.

“La transizione verso il digitale sta accelerando – afferma Peters – Ci aspettiamo di vedere altre realtà seguire le orme di Tesla, dal momento che i pagamenti in Bitcoin hanno sempre più senso per quelle aziende che vendono quasi esclusivamente online. Crediamo che anche altre aziende cercheranno di fare altrettanto, utilizzando la criptovaluta sia come diversificatore, che come una sorta di polizza assicurativa per la svalutazione delle altre valute”.