carta d'identità

Negli ultimi tempi, un po’ sotto la spinta della crescente digitalizzazione e un po’ per una necessità di una migliore gestione e di una più efficace interrogazione dei dati, svariati utenti hanno scelto di passare alla Carta di Identità elettronica, la quale porta per l’appunto all’archivio in appositi database di numerosi dati anagrafici, come nome e cognome e anche le impronte digitali, i quali non si vengono più a trovare su base cartacea in vari punti intermedi come l’ufficio anagrafe, bensì su un unico deposito che è protetto da numerosi dispositivi di sicurezza.

Tutto ciò ha le sue indubbie utilità, in quanto la propria identità digitale viene resa più facilmente disponibile e interrogabile alle varie agenzia governative in caso di registrazioni legali, cosa che ha però aperto a molti dubbi in merito alla sicurezza dei database in cui sono contenuti i dati, fomentando le paure degli utenti riguardo la sicurezza e la privacy, dal momento che in un chip sono contenute tutte le informazioni sensibili degli utenti.

I rischi veri

Per far fronte alle paure e ai potenziali rischi di furto dati, anche a fronte di quanto accaduto a Ho. Mobile, si è deciso di rafforzare tutti i protocolli di sicurezza in merito l’acquisizione e la detenzione dei dati degli utenti, cosa che si traduce in una raccolta con un immediato invio degli stessi presso il deposito protetto, senza la presenza di copie di competenza in uffici intermedi, cosa che in automatico elimina le paure in merito ad attacchi informatici agli uffici dei comuni.

Potete dunque stare tranquilli, dal momento che tutte le misure di sicurezza in merito alla gestione dei dati sono state prese e la carta di identità elettronica favorirà la lotta al furto di identità, un reato molto più rappresentato negli ultimi anni.