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L’emergenza Coronavirus, unita ad un progressivo miglioramento dell’anima tecnologica della nazione, ha messo in luce come i pagamenti elettronici stiano diventando sempre più presenti e quindi di come ogni esercente debba adeguarsi ai nuovi standard in circolazione.

Ovviamente la comodità dei pagamenti elettronici è indiscutibile, dal momento che eliminano la necessità di avere del contante con se, un fattore molto gradito allo stato, poichè ogni transazione elettronica in quanto tale è tracciabile dunque tassabile, un duro colpo al contante e quindi all’evasione.

Ovviamente però, per poter usufruire (come esercente) delle transazioni elettroncihe è necessario avere un conto corrente su cui ricevere il denaro delle varie transazioni, le quali gestite dalla banca, sono passibili di tassazione da parte dell’Istituto Bancario che la gestisce, una nota dolente per tutti i commercianti obbligati a dotarsi di POS entro la fine dell’anno.

Zero commissioni ma solo fino a 5 Euro

Nessuna commissione sui pagamenti fino a 5 euro, è questa la proposta del Governo alle banche, la quale ha in realtà riscontrato già un certo numero di consensi ma anche di delusione, in molti tra commercianti ed esercenti vari infatti avrebbero preferito un limite più alto almeno dieci euro.

A fronte di tutto ciò alcune banche hanno preferito dissociarsi dalla proposta del Governo e procedere iniziando degli accordi commerciali con i propri clienti a cui forniscono il POS per i pagamenti, si tratta comunque di accordi per favorire le piccole transazioni ma senza un innalzamento significativo dei limiti, ad esempio i 25 euro (limite per i pagamenti contactless) sono solo un sogno, si parla infatti di cifre molto più basse.

Ciò altro non fa che contribuire alla delusione dei vari commercianti, rendendo l’accettazione delle carte di credito o debito la principale fonte di malcontento all’interno delle popolazione attiva nelle transazioni.