Euro e crisi: moneta digitale

Il tavolo degli Stati Generali è stato protagonista di un nuovo pensiero di Paolo Savona, presidente della Consob che ha previsto un piano d’azione per quella che è l’Italia post pandemia. Con una sopravvenuta necessità di curare l’economia per evitare la così definibile crisi, l’idea avanzata da Savona vola molto alta ponendo alla base del suo concetto tre punti fondamentali: un bond nazionale, la posizione del Paese come risorsa e non come problema per l’Unione Europea e, infine, la creazione di una nuova moneta digitale che non solo potrebbe sfavorire l’euro bensì ricordare persino la vecchia Lira.

Euro: il futuro della moneta condivisa è incerto? Le idee sono contrastanti

La creazione di una moneta digitale mirata a sostituire l’Euro non è cosa da poco, ciononostante Savona sembra non aver dubbi sul da farsi e punta proprio alle criptovalute per favorire il futuro dell’Italia. Davanti a tale suo pensiero, lo stesso Presidente della Consob sa bene che la strada non è spianata, difatti nel corso del suo intervento ha affermato che: «La maggior parte dei governi sembrerebbe non voler procedere verso la creazione di una propria criptomoneta, nè intendono farlo congiuntamente».

Se da una parte vi è timore, dall’altra vi sono realtà politiche più avventuriere come Russia e Cina che «intendono realizzarla nell’intento sia di avvantaggiarsene a scopi di riequilibrio geopolitico economico sia di proteggersi dagli effetti sgraditi, quali la perdita di controllo delle informazioni nazionali, e da quelli graditi, come l’impossessamento di quelle dei paesi concorrenti» incalza Savona mettendo in luce la disparità di pensiero ormai giunta ad un culmine.