addio 3G

A breve l’arrivo del 5G monopolizzerà il dibattito sulle connessioni più di quanto non sia già avvenuto negli scorsi mesi. D’altra parte, questa introduzione avrà delle conseguenze non indifferente sull’intero ecosistema delle telco.

Altre modifiche andranno infatti apportate per poter completare l’attivazione delle reti di quinta generazione, sia sulle frequenze attualmente in uso sia su quelle che saranno assorbite dal controllo 5G (come nel caso delle bande finora utilizzate per il digitale terrestre, cambiamento che comporterà inevitabilmente il passaggio del servizio sulle nuove frequenze da 700 MHz).

Gli investimenti operati per poter sostenere l’introduzione del 5G sono stati decisamente onerosi. Basti pensare che, dei 6,5 miliardi stanziati complessivamente dai cinque operatori al momento dell’asta delle frequenze, le sole Tim e Vodafone hanno contribuito ciascuna con 2,4 miliardi di euro.

Questo fa intendere che gli operatori avranno tutte le intenzioni di recuperare abbondantemente questo investimento: per farlo si potranno percorrere diverse strade, alcune già intraprese negli scorsi mesi.

Tim, Vodafone, Wind-Tre e Iliad: ecco come gli operatori stanno decidendo per lo switch off del 3G

Tra le modalità per recuperare l’investimento, vi è certamente l’aumento nei costi dei bundle. Non solo gli stessi bundle 5G, che alla loro nascita saranno sicuramente più costosi che nei prossimi 3/4 anni, quanto piuttosto le offerte che i clienti hanno già attive sul proprio numero. Tanti clienti hanno ricevuto già l’aumento nel costo mensile, e le rimodulazioni non sono ancora finite: anche a Dicembre gli operatori ne hanno apportate altre.

Una delle strade che potrebbero percorrere include lo switch off del segnale 3G. Questa disattivazione potrebbe rivelarsi infatti fondamentale, a seguito di un’adeguata revisione della copertura 4G, per poter procedere con lo sviluppo della nuova rete.

Il 3G infatti, nel lungo termine, potrebbe rappresentare un inutile esborso di denaro che andrebbe invece indirizzato nell’attivazione delle reti next gen. Al momento dunque si tratta esclusivamente di indiscrezioni, che però potrebbero già indicare la direzione che si vuole intraprendere nei prossimi mesi.

Seguiremo con trepidazione ogni sviluppo.