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Amazon è nel bel mezzo di un disputa legale negli Stati Uniti. Il pomo della discordia non è altro che la presenza di prodotti contraffatti in vendita da terzi. A fare causa al colosso dell’e-commerce è una società di cosmetici statunitense la quale è stanca di vedere prodotti falsi spacciati con il loro marchio. Ovviamente, in questo caso, la colpa non è della di Amazon, ma l’azione legale ha fatto nascere un pensiero particolari agli addetti al lavoro anche nel nostro continente.

Secondo un esperto del tribunale di primo grado d’Europa, Amazon dovrebbe essere più diligente quando si tratta dei beni venduti da terze parti. Sostanzialmente, come nel caso di prodotti nocivi per bambini, storia di qualche mese, il colosso dovrebbe farsi carico di più responsabilità visto che la piattaforma è loro.

 

Amazon e la gestione del sito

Amazon in parte già lo fa, il problema è che il giro d’affari è diventato così grosso che riuscire a tenere sotto controllo tutto è praticamente impossibile. È la stessa situazione in cui si è spesso trovata YouTube, altro genere di business ma stessi problemi. Le società che pagano per vedersi caricare le pubblicità prima di ogni video non vogliono apparire prima di contenuti controversi e per questo hanno smesso di pagare. La risposta di YouTube? Applicare rigide azioni nei confronti dei creatori tanto da tagliere le gambe a più di uno.

L’unico modo che Amazon avrebbe per tenere sotto controllo la sua piattaforma sarebbe imporre dei paletti ancora più stringenti, ma questo potrebbe allontanare sia i rivenditori che i compratori. In ogni caso, per ora è stata espressa solo un’opinione, ma la situazione potrebbe evolvere.