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Periodo nero per il mondo aeronautico che ancora una volta si trova alle prese con incidente. Un Boeing 737-800 ha infatti preso fuoco immediatamente dopo aver toccato terra nell’aeroporto di Sharm el-Sheikh. Sembrerebbe che i passeggeri siano fortunatamente rimasti illesi, anche se si è riaffacciato l’incubo dei due disastri dei mesi scorsi che hanno coinvolto due 737 Max in Indonesia ed Etiopia.

I passeggeri hanno raccontato di un incendio divampato subito dopo che l’aereo ha toccato la pista dello scalo egiziano. Il caos si è ovviamente diffuso a bordo del volo, che fortunatamente non ha causato nessuna vittima o ferito. Vediamo quelle che sono state le cause.

Boeing 737-800: le cause dell’incendio a Sharm el Sheikh

Il Boeing 737-800 della SkyUp, compagnia low-cost ucraina ha manifestato problemi subito dopo aver toccato il suolo a Sharm el Sheikh. Il volo partito da Zaporizhzhia non aveva avuto alcun tipo di problema durante il volo ed aveva quasi raggiunto il parcheggio quando è divampato l’incendio. Il tutto sarebbe partito da un carrello, in particolar modo quello sinistro, per una presunta perdita di liquido dall’impianto dei freni.

Questo fluido, a contatto con i freni caldi, avrebbe fatto immediatamente partire l’incendio. Grazie alla freddezza dell’equipaggio, i passeggeri sono stati fatti tempestivamente evacuare, senza alcuna conseguenza grave. I video dell’incidente sono comunque spaventosi e lasciano trasparire il terrore che i viaggiatori possono aver provato in un momento del genere.

Sempre più spesso la sicurezza dei passeggeri viene minata dalla leggerezza delle compagnie nella manutenzione. Nell’ultimo anno i morti e feriti sono stati quasi 400, un dato decisamente preoccupante rispetto a quanto osservato negli anni precedenti.