crittografia-endtoend-stati-uniti

A volte il successo di una applicazione piuttosto che un’altra dipende anche dalla presenza dalla cosiddetta crittografia end-to-end. L’assenza di quest’ultima per i più attenti ormai rimane una mancanza imperdonabile. Detto questo negli Stati Uniti sembra che stia succedendo qualcosa di impensabile ovvero c’è in discussione la messa al bando di questo sistema di sicurezza ampiamente utilizzato. Secondo un rapporto di Politico su di un Consiglio di sicurezza nazionale su questa scelta ci sono anche le principali agenzie interne come l’FBI, il Dipartimento di Giustizia, quello del Commercio e i dipartimenti di Stato.

Il discorso ovviamente non è partito per l’uso della crittografia end-to-end da parte di piccole applicazioni, ma piuttosto per l’uso fatto da Apple, Google e Facebook. La quantità di dati che passa attraverso i server di questi tre colossi è incalcolabile e per le agenzie sopracitate poterne mettere le mani sopra è qualcosa che gli fa venire l’acquolina in bocca. Ovviamente il pretesto è la lotta al terrorismo, traffico di droga e altro ancora ancora peggiore.

 

Gli Stati Uniti e la crittografia end-to-end

L’uso di questa tecnologia è considerabile recente e si potrebbe individuare la scintilla che ha acceso il tutto sono le rivelazioni di Edward Snowden nel 2014. Con il fatto che i dipartimenti statali avevano accesso ai dati dei privati cittadini, le compagnie tecnologiche hanno iniziato a sviluppare uno scudo per i propri utenti. Ovviamente questo non è piaciuto al governo statunitense e lo possiamo evincere da tutte le volte che quest’ultimo ha cercato Apple per far sbloccare un dispositivo bloccato.