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Android: come funziona il lettore per le impronte digitali sotto lo schermo

scritto da Domenico 19/10/2018 0 commenti 3 Minuti lettura
lettore impronte schermo
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Con la nuova serie di smartphone Mate 20 Pro lanciata da Huawei si inaugura l’era dei lettori per le impronte digitali sotto lo schermo.

Non avremo più un componente fisico come siamo stati abituati fino agli attuali top di gamma concorrenti europei e cinesi. Tutto sarà nascosto direttamente sotto il pannello, per un componente che almeno sulla carta dovrebbe risultare più comodo e versatile sotto molti punti di vista. Esaminiamo pro e contro di questa attuale tecnologia.

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Lettore per le impronte digitali a schermo: come funziona

Huawei Mate 20 Pro è il nuovo top di gamma da battere per questo 2018. Con al seguito una dotazione tecnica di tutto rispetto, spicca soprattutto per implementazioni che lanciano un nuovo trend evolutivo della sicurezza. Le componenti per la scansione biometrica delle impronte si trovano ora integrati sotto lo schermo. Nessun componente fisico posteriore o particolari implementazioni su ottica separata.

Un piccolo sensore si trova al di sotto dell’area del display. Un tocco e siamo subito immersi all’interno dell’esperienza utente Android 9.0 P, con tutte le sue numerose funzioni aggiornate.

Il suo funzionamento è elementare. Nel momento in cui sblocchiamo il telefono lo schermo si illumina mostrando un’area dedicata alla scansione. Poggiamo il dito sopra la zona evidenziata ed il sistema riconosce all’istante la nostra impronta identificandoci in modo del tutto rapido e sicuro. In caso di corrispondenza positiva con i dati registrati lo smartphone si sblocca in sicurezza. In caso di errore un feedback con vibrazione ci avverte dell’errore e verremo invitati a riprovare la scansione per un massimo di 5 tentativi consecutivi.lettore impronte digitali sotto lo schermoSi possono registrare più impronte, sia personali che di altri utilizzatori che devono accedere allo smartphone (come, ad esempio, partner o familiari). La registrazione e l’uso delle funzioni è tanto semplice quanto già visto in passato per le soluzioni tradizionali. L’unica sostanziale differenza consiste nel fatto che per registrare e riconoscere l’impronta occorrerà tenere il dito all’interno dell’area per un tempo maggiore, esercitando una leggera pressione.

La mancanza di un apposito supporto superficiale, infatti, obbliga ad adottare questa procedura forzata (solo leggermente, non occorre fare tanta forza). Funziona pressappoco come un Force Touch, solo che al posto di avere un controllo sulle funzioni del sistema si avrà solo la possibilità di sfruttare i fattori di riconoscimento biometrici.

 

Lettore per le impronte a schermo: aspetti positivi

Gli aspetti positivi nell’uso di detti sistemi si ripercuote nell’esperienza di tutti i giorni in termini di maggiore velocità e più versatilità. Se, ad esempio, abbiamo lo smartphone inserito in uno stand per la macchina sarà facile sbloccare il dispositivo senza usare Face ID, password, PIN o il lettore che normalmente si trova nella zona retrostante. Senza staccare il telefono dal supporto possiamo sbloccare l’accesso al sistema velocemente ed in tutta sicurezza.

Indubbiamente comodo e decisamente molto affidabile. In poche parole: convincente.

 

Svantaggi nell’utilizzo del lettore a schermo

Uno degli svantaggi maggiori nell’uso di queste soluzioni è che non sono implementabili all’interno di pannelli AMOLED o di altra tecnologia che non sia OLED. Ciò significa che la degradazione naturale del pannello a componenti organiche fa perdere non solo luminosità ma anche reattività ai pixel, portando in casi estremi al non riconoscimento dell’impronta.

Secondo quanto riferito da alcune fonti, di fatti, pare che già dopo 6 mesi di utilizzo continuo si possano presentare potenziali problemi. Non si tratta di una regola generale, ma è un fatto che i display OLED siano maggiormente suscettibili a fattori che influenzano negativamente il pannello, primi fra tutti la temperatura, le immagini statiche e l’utilizzo di un livello di luminosità intenso per lunghi periodi di tempo.

Stando a quanto indicato, la degradazione dei pixel potrebbe portare a sblocchi improvvisi e casuali, anche ad opera di chi non ha effettivamente registrato i propri dati nel sistema. Secondo questa tesi, dunque, chiunque potrebbe sbloccare il telefono. Cosa che potrebbe verificarsi già dopo un breve periodo.

 

Lettore per le impronte digitali in-screen: rivoluzionario o no?

A questo punto ci si potrebbe anche chiedere: “Questo sistema integrato è davvero conveniente?“. Tecnicamente parlando siamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione. D’altro canto non possiamo non considerare anche i potenziali risvolti negativi della questione. Resta da valutare l’affidabilità del sistema nel lungo periodo.

Per il momento ci riserviamo il diritto di rimandare il verdetto in attesa di ulteriori indagini approfondite. Voi che ne pensate? Spazio ai commenti.

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Domenico

Da sempre affascinata ed appassionata di ITC e nuove tecnologie. Opera nel campo della domotica e cura gli aspetti tecnici nel mondo dei PC e del mobile communication ormai da oltre un ventennio. Aperta al cambiamento e ferma sostenitrice del progresso tecnologico in ogni sua forma. Crede nel fatto che l'informazione sia il paradigma del potere ed ha fatto delle sue grandi passioni giovanili un lavoro a tempo pieno.

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