5G

Il futuro del 5G si sta avvicinando ed è ormai uscito dalle fiere di settore o dai laboratori. Già da settembre, potremo capire quali sono i movimenti di approccio dei principali attori della telefonia e della rete italiana. Entro il 10 del mese, infatti, le compagnie che parteciperanno all’asta delle nuove frequenze dovranno far pervenire al Ministero dello Sviluppo Economico le offerte per l’assegnazione delle bande. Quel giorno saranno presenti TIM, Wind, Vodafone e Fastweb – la new entry francese Iliad e i provider internet Linkem e Open Fiber.

Da notare che Iliad, in quanto nata dalla cessione delle antenne di Wind e 3 Italia, avrà precedenza sulle altre nell’assegnazione della banda 700MHz per decisione del Governo. Ricordiamo, inoltre, che il tutto avverrà in concomitanza con il cambio di frequenze di trasmissione della tv al sistema DVB-T2.

 

5G: ecco le mosse dei principali attori

  • Partiamo da Vodafone Italia, che ha effettuato la prima connessione dati in 5G a Milano con standard 3GPP utilizzando la banda di frequenze 3.7-3.8 GHz messe a disposizione dal MiSE. La connessione dati 5G è stata realizzata attraverso apparati di rete Huawei e Nokia compatibili con la prima versione dello standard 5G. Con un investimento di 90 milioni di euro, Vodafone ha l’obiettivo di raggiungere con tecnologia 5G l’80% di Milano entro il 2018, completandone la copertura nel 2019.
  • Forse TIM è partita più morbida, ma sta correndo contro il tempo per riguadagnare terreno, aiutata da una delle reti più estese d’Europa. Grazie alla collaborazione con Ericsson, sta puntando a massimizzare l’efficienza e ad automatizzare le reti Radio e Core in territorio nazionale. Con la riuscita della prima rete virtualizzata a Torino, TIM può vantare un primato mondiale, che potrebbe attirare investimenti considerevoli.
  • Iliad parte da un differente punto di vista. le agevolazioni per i nuovi entranti stabilite da AGCOM prevederebbero l’assegnazione di un terzo delle bande riservate al 5G (quella da 700MHz) al solo prezzo della base d’asta. In molti lo considerano un regalo a Iliad, reo di non avere una buona reputazione negli altri paesi in materia d’investimenti infrastrutturali, ma l’azienda ha prontamente risposto di voler smentire le male lingue.
  • Chiudiamo con Wind e 3 Italia che, dopo aver unito le forze, si stanno concentrando sulla modernizzazione delle loro reti con implementazione del sistema ERS. Aiutate anche loro dalla svedese Ericsson, il progetto è di sfruttare al meglio le proprie risorse, con un’architettura modulare a sistema multi-standard. Un progetto che può tradursi come modernizzazione, potenziamento e ottimizzazione delle risorse, per il bene dei 29 milioni di clienti Wind.