Duro colpo per Amazon

La piattaforma di e-commerce Amazon ha ricevuto un duro colpo nelle ultime ore. Lo schiaffo arriva direttamente dalla Corte Suprema Americana, all’Internet Economy di Amazon e anche di eBay.

La Corte ha votato a favore alle tasse sulle vendite sul web, anche nel caso in cui il rivenditore non sia presente fisicamente nello Stato in cui è stato effettuato l’acquisto.

 

Duro colpo per Amazon e altri colossi del web

L’azienda di Jeff Bezos è arrivata a perdere in questo modo oltre l’1%, eBay il 2% mentre Wayfair oltre il 4%. Questa decisione ricadrà di conseguenza anche sui consumatori, i quali potrebbero riscontrare degli aumenti di prezzi. Se per Amazon è stato un duro colpo, per i rivenditori al dettaglio è stata invece una grande vittoria dopo anni di denunce.  La Retail Industry Leaders Associations ha così commentato l’accaduto: “La decisione conclude anni di lavoro dell’industria al dettaglio per ribaltare una norma dell’era pre-internet che distorce il libero mercato e mette i negozi tradizionali in una posizione di svantaggio“.

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Il Giudice Anthony Kennedy, per motivare questa decisione, ha spiegato come è cambiato il mondo negli ultimi 25 anni, quando gli ordini tramite Posta valevano 180 miliardi di dollari. Soffermandosi sull’azienda Amazon, ha spiegato che la piattaforma paga le tasse negli Stati Uniti solo quando vende i propri prodotti e non quelli di terzi. Sottolineiamo che circa la metà delle sue vendite è di prodotti terzi, che non impongono tasse.

Tra i giudici contrari c’era anche John Roberts che ha dichiarato: “L’e-commerce è cresciuto e diventato una parte significativa della nostra economia. A cambiare le regole, con il rischio di distruggere lo sviluppo del settore, dovrebbe essere il Congresso“. Anche se decisione è stata ormai presa.