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Trecento grammi, un corpo che si piega su se stesso fino a diventare poco più spesso di uno smartphone in custodia e cinque bocchette che si agganciano con una calamita. Il Dreame Pocket Pro 2 nasce come asciugacapelli da viaggio, ma la vera domanda è un’altra: può diventare l’unico phon di casa anche per chi ha una chioma impegnativa? Per rispondere, l’abbiamo messo alla prova nel caso più difficile che avessi a disposizione.
Il campione, nella colorazione grigia, ci è stato inviato da Dreame ed è rimasto in uso per circa un mese. A usarlo tutti i giorni è stata Marta, che ha capelli lunghi fino al fondoschiena ed è alta 155 cm. È un dettaglio che conta più di quanto sembri: con una chioma così lunga i tempi di asciugatura si dilatano, il braccio resta sollevato a lungo e la lunghezza del cavo diventa subito evidente. Marta ha provato tutte e tre le configurazioni di piegatura, ha usato il ciclo automatico caldo/freddo e ha alternato le bocchette nel corso del mese. Io mi sono occupato di verificare le specifiche, confrontarle con le altre prove pubblicate in rete e mettere in ordine le sue impressioni.
Una precisazione sul metodo prima di entrare nel merito: non abbiamo cronometrato le asciugature né misurato la rumorosità con un fonometro. Quando nel testo compaiono tempi in secondi o valori in decibel, sono dati dichiarati da Dreame e li indico come tali.
Il Pocket Pro 2 si colloca in una fascia molto affollata, quella degli asciugacapelli ad alta velocità con motore brushless che promettono prestazioni da salone a un prezzo lontano dai modelli più blasonati. Rispetto alla concorrenza diretta prova a distinguersi con due carte: il formato pieghevole in tre posizioni e una dotazione di accessori insolitamente ricca per un phon da viaggio, con due cilindri arriccianti automatici.
Il giudizio, lo anticipo, è molto positivo: durante il mese di prova Marta non ha riscontrato problemi e l’ha trovato veloce, leggero e facile da usare. L’unica vera riserva emersa nell’uso riguarda il cavo, che per qualcuno risulterà corto. Le altre limitazioni, come vedremo, riguardano soprattutto chi cerca qualcosa di diverso da ciò che il prodotto vuole essere.
Unboxing e dotazione: tanto in poco spazio
La confezione è compatta e ordinata, coerente con la vocazione da viaggio del prodotto. Dentro si trovano l’asciugacapelli già piegato, la custodia da viaggio e cinque bocchette magnetiche: il diffusore, la bocchetta anticrespo, quella per lo styling e due cilindri arriccianti, uno per ciascun senso di rotazione. Completano il contenuto il manuale d’uso e le istruzioni di sicurezza.
È una dotazione rara per questa categoria. Molti phon compatti si limitano a un concentratore e, nel migliore dei casi, a un diffusore. Qui c’è un piccolo kit di styling completo, che permette di passare dall’asciugatura alle onde senza bisogno di altri strumenti. Il fratello minore Pocket Neo 2, per capirci, ne include solo tre.

La custodia merita una menzione perché tiene insieme il phon piegato e le bocchette in un ingombro contenuto e si infila in una borsa da palestra o in un trolley senza problemi. Per chi viaggia spesso è il pezzo che dà senso a tutto il resto: un asciugacapelli pieghevole con cinque accessori sciolti in valigia sarebbe molto meno pratico.
Considerando il prezzo, il corredo è completo e non lascia scoperto nulla di essenziale. Non ci sono spazzole, ed è giusto saperlo: chi cerca un multistyler con spazzola volumizzante o lisciante deve guardare ad altri prodotti della gamma Dreame, come l’AirStyle Pro che abbiamo recensito in passato.
Design, materiali ed ergonomia: la piegatura in tre forme
La caratteristica che definisce il Pocket Pro 2 è il corpo pieghevole. Il phon può assumere tre configurazioni, che Dreame identifica con altrettante sigle ispirate alla forma:
- “N”: corpo completamente ripiegato, per riporlo e trasportarlo
- “7”: la classica forma a pistola, con l’impugnatura ad angolo, per l’asciugatura di tutti i giorni
- “1”: corpo allineato in verticale, pensato per lavorare con i cilindri arriccianti e con il diffusore
Marta le ha usate tutte e tre e il passaggio dall’una all’altra si è rivelato immediato. La forma a “7” è quella più naturale per asciugare: l’impugnatura cade bene nella mano e il peso resta vicino al polso. La posizione a “1” trasforma il phon in qualcosa di molto simile a uno styler tubolare, ed è la scelta giusta quando si lavora con i cilindri, perché permette di tenere l’accessorio parallelo alla ciocca. La posizione “N”, infine, riduce l’ingombro al minimo per riporlo nella custodia.
Il peso dichiarato è di 300 grammi senza cavo, con dimensioni di 50 x 145 x 201 mm. Sono numeri piccoli e si sentono: con capelli lunghi fino al fondoschiena l’asciugatura completa non è mai questione di un minuto, e un phon leggero fa una differenza concreta sul braccio. Marta non ha avvertito affaticamento nemmeno nelle sessioni più lunghe e su una persona di corporatura minuta questo dettaglio pesa ancora di più.

Le finiture sono curate e la colorazione grigia è sobria, meno appariscente dell’oro che Dreame propone come alternativa. Nel corso del test la cerniera non ha dato segni di gioco e le bocchette sono rimaste ben salde. L’aggancio magnetico è rapido: si avvicina l’accessorio e scatta in posizione, senza dover allineare nulla con precisione.
I comandi stanno sull’impugnatura e permettono di cambiare velocità e modalità di temperatura con il pollice. Il cavo è lungo 1,8 metri ed è qui che emerge l’unico vero appunto della prova: per Marta è risultato un po’ corto. In un bagno con la presa lontana dallo specchio, o quando si lavora sulle lunghezze con la testa inclinata, quei pochi centimetri in meno si notano. Nulla che impedisca l’uso, ma è un aspetto da considerare prima dell’acquisto.
Specifiche tecniche
| Specifica | Valore |
|---|---|
| Prodotto | Dreame Pocket Pro 2 |
| Variante provata | Oro |
| Potenza | 1.300 W |
| Alimentazione | 220-240 V, 50/60 Hz |
| Motore | Brushless, 110.000 giri/min (dichiarati) |
| Velocità dell’aria | Fino a 70 m/s |
| Velocità del flusso | 2 livelli |
| Modalità di temperatura | 5: fredda, tiepida, calda, ciclo caldo/freddo, colpo d’aria fredda |
| Temperatura massima | 57 °C, con controllo NTC |
| Ioni negativi | 300 milioni/cm³ (dichiarati) |
| Rumorosità dichiarata | 60 dB |
| Peso | 300 g senza cavo |
| Dimensioni | 50 x 145 x 201 mm |
| Configurazioni | Pieghevole in tre posizioni: “N”, “7”, “1” |
| Cavo | 1,8 m |
| Accessori magnetici | Diffusore, bocchetta anticrespo, bocchetta per lo styling, 2 cilindri arriccianti |
| In confezione | Custodia da viaggio, manuale d’uso |
| Prezzo di listino | 169 euro |
Motore, flusso d’aria e controllo della temperatura
Il cuore del Pocket Pro 2 è un motore brushless da 110.000 giri al minuto, lo stesso valore che troviamo nel resto della gamma Dreame. È questo che permette a un corpo così piccolo di spingere un flusso d’aria fino a 70 m/s, secondo i dati del produttore. Il principio è quello di tutti i phon ad alta velocità moderni: si asciuga soprattutto con la forza dell’aria, che rimuove l’acqua dalla superficie del capello, e molto meno con il calore.
Ne deriva la scelta più caratteristica del prodotto: la temperatura massima si ferma a 57 °C. Un phon tradizionale soffia aria ben più calda e chi è abituato a quel tipo di getto potrebbe temere che 57 gradi non bastino. Nella pratica, Marta li ha trovati adeguati sia per asciugare sia per impostare la piega. Il calore è percepibile, ma non aggressivo sul cuoio capelluto, e la forza del flusso compensa la temperatura più contenuta.
A mantenere stabile la temperatura c’è un sensore NTC, un termistore che misura il calore dell’aria in uscita e permette all’elettronica di correggerlo in tempo reale. Le comunicazioni di Dreame parlano di un monitoraggio continuo, con 300 controlli al secondo stando ad alcuni materiali di lancio. Non avendo modo di verificare questo dato, mi limito a dire che nel corso del mese l’aria non ha mai dato la sensazione di scaldarsi oltre misura, nemmeno nelle sessioni lunghe richieste dai capelli di Marta.
Completa il quadro l’emissione di ioni negativi, 300 milioni per centimetro cubo secondo il produttore. In teoria aiutano a ridurre l’elettricità statica e quindi il crespo. Separare l’effetto degli ioni da quello del flusso d’aria e della temperatura controllata è impossibile senza strumenti di laboratorio, quindi preferisco non attribuire a questa tecnologia meriti specifici. Il risultato complessivo, però, è stato buono: capelli asciutti, ordinati e senza l’effetto “paglia” che lasciano a volte i phon troppo caldi.
Velocità, modalità e rumorosità
Il Pocket Pro 2 offre due velocità del getto e cinque modalità di temperatura: aria fredda, tiepida, calda, un ciclo automatico che alterna caldo e freddo e il colpo d’aria fredda istantaneo, attivabile con una pressione prolungata.
Due sole velocità potrebbero sembrare poche, ma per Marta sono state sufficienti. La più alta serve per l’asciugatura vera e propria, quando bisogna togliere in fretta l’acqua dalle lunghezze. La più bassa diventa utile con le bocchette di styling e con i cilindri, dove un flusso troppo forte rischierebbe di far volare via la ciocca.
Il ciclo automatico caldo/freddo è una delle funzioni più interessanti perché alterna da solo aria calda e aria fredda, con l’idea di limitare l’esposizione prolungata al calore e di dare alla piega un minimo di fissaggio durante l’asciugatura stessa. Marta l’ha provato e lo ha trovato comodo, perché evita di dover premere continuamente il tasto del freddo. Il colpo d’aria fredda resta comunque disponibile per i momenti in cui serve fissare una forma in modo preciso, come con i cilindri.
Sulla rumorosità, Dreame dichiara 60 dB. Non abbiamo un fonometro per verificarlo, ma l’impressione di Marta è chiara: il rumore non si sente tantissimo. Il suono è quello tipico dei motori ad alta velocità, più acuto ma meno invadente rispetto al ronzio dei phon tradizionali. Per chi si asciuga i capelli presto la mattina con qualcuno che dorme nella stanza accanto, è un vantaggio concreto.
Test sul campo: un mese con capelli lunghissimi
Mettere alla prova un phon da viaggio su capelli lunghi fino al fondoschiena è un po’ come testare un’utilitaria in autostrada: si capisce subito se il motore regge oppure no. Il Pocket Pro 2 ha superato la prova.
La routine di Marta si è definita già nei primi giorni: dopo il lavaggio e un passaggio con l’asciugamano, usa il phon in configurazione “7” e alla velocità massima, senza accessori o con la bocchetta per lo styling. Su una chioma così abbondante il lavoro si concentra prima sulle radici e poi sulle lunghezze, che trattengono più acqua. In questa fase la leggerezza si fa sentire: tenere il braccio sollevato a lungo con 300 grammi in mano è molto diverso dal farlo con un phon tradizionale che pesa il doppio.
Il giudizio sulla velocità è netto: per Marta il Pocket Pro 2 è veloce ad asciugare. Non abbiamo cronometrato le sessioni e quindi non posso darvi un tempo preciso, che del resto su capelli così lunghi dipende anche da spessore e struttura. Dreame dichiara circa 40 secondi per capelli corti e qualche minuto per le chiome più lunghe e folte. Sono valori di laboratorio da prendere come indicazione di massima. Il fatto che una persona con capelli così lunghi lo trovi rapido è comunque un buon segnale.
Durante l’asciugatura Marta ha alternato la modalità calda al ciclo automatico caldo/freddo. Quest’ultimo si è rivelato utile soprattutto nella parte finale, quando le lunghezze sono quasi asciutte e l’obiettivo diventa dare ordine alla piega più che togliere acqua.
Con la bocchetta anticrespo, usata a capelli asciutti e passata dalle radici verso le punte, si è ottenuta una superficie più liscia e ordinata. Quella per lo styling concentra il getto e torna utile quando si lavora su ciocche precise. Il diffusore, montato con il phon in configurazione “1”, distribuisce l’aria in modo più ampio e delicato ed è l’accessorio pensato per chi vuole valorizzare onde e ricci naturali.
Poi ci sono i cilindri arriccianti, la funzione più scenografica. Il principio è lo stesso dei multistyler ad aria: il flusso esce da fessure sulla superficie del cilindro e richiama la ciocca, che si avvolge da sola. Per ottenere il risultato migliore conviene lavorare con capelli quasi asciutti, su ciocche sottili, con qualche secondo di aria calda seguito dal colpo freddo per fissare la forma. Per invertire il senso dell’onda bisogna cambiare cilindro, operazione rapida grazie al magnete. Su capelli lunghi come quelli di Marta il processo richiede pazienza, perché le ciocche da trattare sono tante, ma il risultato sono onde morbide e naturali.
Nel corso del mese non si è verificato alcun problema: nessun accessorio staccato, nessun surriscaldamento, nessuna anomalia della cerniera. Il giudizio di Marta è semplice: è andato tutto nel migliore dei modi e funziona benissimo. È raro chiudere una prova di un mese senza un singolo inconveniente da segnalare e lo riporto senza aggiungere difetti che non sono emersi.
Approfondimenti
Funziona davvero su capelli molto lunghi?
Questa era la domanda principale, e la risposta è sì. Un phon compatto e leggero suscita sempre il sospetto di essere pensato per capelli corti o medi, ma la combinazione tra motore ad alta velocità e flusso intenso permette di gestire anche chiome molto lunghe. Il tempo complessivo resta naturalmente più alto rispetto a un caschetto, ma il prodotto non mostra affanno. Anzi, proprio sulle chiome più lunghe la leggerezza diventa un vantaggio, perché le sessioni prolungate pesano meno sul braccio.
Le tre configurazioni sono utili o solo scenografiche?
Sono utili perché la forma a “7” è la più comoda per asciugare, quella a “1” rende molto più naturale l’uso dei cilindri e del diffusore e la posizione a “N” riduce l’ingombro per il trasporto. Non si tratta di un vezzo estetico: ogni posizione corrisponde a un uso preciso e Marta le ha sfruttate tutte senza difficoltà. È la caratteristica che rende il Pocket Pro 2 diverso da un comune phon da viaggio.
I 57 °C bastano per asciugare e fissare la piega?
Nella nostra prova sì. Chi arriva da un phon tradizionale potrebbe percepire l’aria come meno calda, ma la velocità del flusso compensa. Per la piega, la combinazione con il ciclo caldo/freddo e con il colpo freddo permette di fissare la forma senza dover ricorrere a temperature più alte. Su capelli molto spessi o molto resistenti, alcune recensioni in rete suggeriscono di aiutarsi con prodotti di styling per ottenere onde durature, ed è un consiglio ragionevole per qualunque strumento ad aria.
Come si comporta in viaggio?
Il formato piegato e la custodia lo rendono facile da portare in valigia o in borsa da palestra. C’è però un dettaglio da conoscere: la scheda tecnica indica un’alimentazione a 220-240 V. In Europa nessun problema, ma nei paesi con rete a 110-120 V, come Stati Uniti o Giappone, non basta un adattatore di spina e serve un vero convertitore di tensione. Chi viaggia spesso fuori dall’Europa farà bene a verificarlo prima di partire.
Cosa cambia rispetto al primo Pocket Pro
Su questo punto le recensioni in rete concordano: il salto generazionale è contenuto. Motore, peso e sistema pieghevole restano sostanzialmente gli stessi, mentre le novità riguardano soprattutto gli accessori, con l’arrivo dei due cilindri arriccianti, e le modalità di temperatura. Chi possiede già il primo Pocket Pro e non è interessato alle onde può valutare con calma l’aggiornamento. Chi parte da zero, invece, trova nel Pro 2 la versione più completa della famiglia. Per un quadro dell’intera gamma presentata dall’azienda in estate rimando al nostro articolo su i nuovi prodotti beauty Dreame, tra cui il Pocket Pro 2.
Cosa dicono le altre recensioni e gli utenti
Guardando le prove pubblicate da altre testate, il quadro è coerente con la nostra esperienza. Vengono apprezzati soprattutto la leggerezza, l’ergonomia e la varietà degli accessori, mentre tra i limiti ricorrono il passo avanti modesto rispetto al modello precedente, la pratica necessaria per usare bene i cilindri e l’assenza del doppio voltaggio. Il cavo corto, segnalato da Marta, è un tema tipico dei phon compatti. Nessuna delle fonti che ho consultato riporta problemi di affidabilità ricorrenti, anche se il prodotto è sul mercato da pochi mesi e per un giudizio sulla durata occorre un periodo di osservazione più lungo.
Galleria Fotografica
Prezzo e posizionamento
Il Dreame Pocket Pro 2 ha un prezzo di listino di 169 euro. Nella realtà si trova spesso a meno: nelle ultime settimane lo abbiamo visto tra i 115 e i 140 euro presso grandi catene e su Amazon, dove conviene controllarlo al momento dell’acquisto tramite la pagina Amazon del Dreame Pocket Pro 2. È disponibile in oro, la variante della nostra prova, e in grigio.
Si colloca nella fascia media degli asciugacapelli ad alta velocità, ben sotto i modelli premium più noti e sopra i phon compatti economici. Rispetto ai primi offre lo stesso tipo di tecnologia, cioè motore brushless, flusso intenso e controllo della temperatura, in un formato che si piega e con più accessori. Rispetto ai secondi, il vantaggio sta nella qualità costruttiva, nella stabilità degli agganci e nella possibilità di fare anche styling, non solo asciugatura.
Le rinunce sono poche e chiare: niente spazzole, temperatura massima volutamente bassa, cavo corto e nessun doppio voltaggio. Chi cerca un multistyler completo per la piega a casa troverà più strumenti in prodotti più grandi e costosi. Chi vuole un phon leggero da usare ogni giorno e da portare in viaggio, con la possibilità di fare qualche onda, trova qui un pacchetto difficile da battere.
Al prezzo di listino è una proposta corretta e sotto i 140 euro, fascia in cui si trova spesso, diventa una delle scelte più sensate della sua categoria.
Il verdetto su Dreame Pocket Pro 2
Dopo un mese di uso quotidiano su capelli lunghi fino al fondoschiena, il Dreame Pocket Pro 2 si è dimostrato molto più di un phon da viaggio. È veloce, leggerissimo, silenzioso quanto basta e non ha mostrato un solo problema durante la prova. Il suo punto di forza principale è proprio questa combinazione: prestazioni da asciugacapelli di casa in un corpo che si piega e sta in una custodia.
Il compromesso più importante riguarda il cavo da 1,8 metri, che in alcuni bagni costringe a stare vicini alla presa. Va messo in conto anche il doppio voltaggio assente per chi viaggia fuori dall’Europa, mentre chi possiede già il primo Pocket Pro troverà novità soprattutto negli accessori.
Lo consiglio a chi vuole un unico phon leggero per casa e viaggi, a chi ha capelli lunghi e si stanca a tenere sollevato un asciugacapelli pesante e a chi vuole fare onde morbide senza comprare uno styler dedicato. È meno indicato per chi cerca un multistyler con spazzole, per chi viaggia spesso in paesi con rete a 110 V e per chi ha la presa elettrica lontana dallo specchio.
Lo scenario ideale è quello di Marta: un bagno di casa al mattino, una chioma lunga da asciugare in fretta e un borsone sempre pronto per il weekend, con lo stesso apparecchio dentro. Trecento grammi che fanno il lavoro di un phon da salone: a questo prezzo, è difficile chiedere di più.
La nostra valutazione
Pro
- Solo 300 grammi, leggero anche su capelli lunghi
- Asciugatura rapida con flusso fino a 70 m/s
- Tre configurazioni pieghevoli con usi precisi
- Cinque accessori magnetici e custodia da viaggio
- Ciclo caldo/freddo automatico e rumore contenuto
Contro
- Cavo da 1,8 m un po' corto
- Solo 220-240 V, fuori Europa serve un convertitore
- Salto contenuto rispetto al primo Pocket Pro
- I cilindri richiedono pratica e tempo
Fonte: TecnoAndroid































