La lotta contro i deepfake fa un altro passo avanti. YouTube ha annunciato l’espansione della propria tecnologia di rilevamento delle sembianze (chiamata “likeness detection”) anche alle personalità del mondo dell’intrattenimento, coinvolgendo agenzie di talenti, società di management e le celebrità che rappresentano.
Questa tecnologia funziona in modo molto simile al già noto sistema Content ID, quello che scansiona i video caricati dagli utenti alla ricerca di materiale protetto da copyright, permettendo ai titolari dei diritti di richiederne la rimozione o di partecipare ai ricavi del video. Il principio è lo stesso, ma applicato ai volti: il sistema individua contenuti generati con intelligenza artificiale in cui compare il volto simulato di una persona reale. Un problema tutt’altro che marginale, visto che sempre più spesso le celebrità si ritrovano protagoniste involontarie di pubblicità truffa costruite proprio con queste tecniche.
Il progetto non nasce oggi. YouTube aveva già reso disponibile questa funzione a un gruppo ristretto di creator tramite un programma pilota lo scorso anno. Poi, nella primavera del 2026, l’accesso si è allargato a politici, funzionari governativi e giornalisti. Adesso arriva il turno del settore entertainment.
Come funziona e chi la supporta
La cosa interessante è che non serve nemmeno avere un canale YouTube per poter usufruire della protezione. La tecnologia scansiona automaticamente i contenuti alla ricerca di corrispondenze visive con il volto di chi si è registrato nel sistema. Una volta individuato un contenuto sospetto, il soggetto coinvolto può decidere di richiederne la rimozione.
Tra i nomi che hanno già offerto il proprio supporto e feedback sullo strumento ci sono alcune delle più grandi agenzie di talenti al mondo: CAA, UTA, WME e Untitled Management. Un segnale piuttosto chiaro di quanto Hollywood prenda sul serio la questione dei deepfake e dell’uso non autorizzato delle sembianze digitali.
Per ora la tecnologia lavora solo sul fronte visivo, ma YouTube ha fatto sapere che in futuro sarà estesa anche al riconoscimento audio. Un’evoluzione necessaria, considerando che le voci clonate tramite intelligenza artificiale rappresentano un problema crescente tanto quanto i volti falsificati.
La spinta verso una legge federale negli Stati Uniti
Parallelamente allo sviluppo tecnologico, YouTube sta anche sostenendo a livello politico il NO FAKES Act, un disegno di legge presentato a Washington che punta a regolamentare l’uso dell’intelligenza artificiale nella creazione non autorizzata di riproduzioni digitali della voce e dell’aspetto fisico di una persona. Una mossa che va nella direzione di costruire un quadro normativo più solido attorno a un fenomeno che la sola tecnologia, per quanto avanzata, non può arginare completamente.
Quanto ai numeri, YouTube non ha ancora comunicato quanti contenuti deepfake siano stati effettivamente rimossi grazie a questo strumento. A marzo, la piattaforma aveva specificato che la quantità di rimozioni era ancora “molto esigua”. Un dato che potrebbe cambiare rapidamente ora che il sistema si apre a un bacino di utenti decisamente più ampio, composto da figure pubbliche con un’esposizione mediatica enorme e, di conseguenza, un rischio altrettanto elevato di finire nel mirino dei deepfake.