La ricarica wireless da 50 watt comincia a uscire dalla fase delle promesse e a prendere forma concreta, con Xiaomi che si è ritagliata un posto di rilievo nel momento giusto. Dal 22 al 25 giugno la sede dell’azienda a Pechino ha ospitato il cosiddetto Qi Off-cycle Meeting del Wireless Power Consortium, l’organismo che definisce lo standard Qi usato da smartphone, accessori e dispositivi elettronici che funzionano senza fili.
Al centro delle discussioni c’era proprio il futuro standard Qi a 50 watt, ancora in cantiere e atteso per il 2028. Sul tavolo sono finite specifiche tecniche, test sui prototipi e soprattutto le verifiche di interoperabilità. In parole povere, la capacità di caricabatterie e dispositivi di marche diverse di lavorare insieme in modo sicuro e prevedibile, senza brutte sorprese.
Perché serve uno standard comune
Il nodo è tutto qui. La ricarica wireless veloce esiste già, ma quasi sempre è legata a soluzioni proprietarie. Funziona, eccome, peccato che funzioni bene solo dentro l’ecosistema del singolo marchio. Lo standard Qi punta invece a portare potenze più alte dentro un quadro condiviso, facendo evolvere la ricarica senza fili da comoda ma spesso lenta a vera alternativa veloce, valida per tutti.
Un po’ di storia aiuta a inquadrare la cosa. Qi 2 aveva introdotto nel 2023 l’allineamento magnetico e il supporto a 15 watt. Poi l’estate scorsa è arrivato Qi 2.2 a 25 watt. Il prossimo gradino, quello verso i 50 watt, è chiaramente più impegnativo. Aumentare la potenza vuol dire gestire meglio il calore, la sicurezza, l’efficienza, il rilevamento di oggetti estranei e tutta la comunicazione tra il dispositivo e la base di ricarica.
La proposta di Xiaomi e i big al tavolo
In questa partita Xiaomi sta spingendo una soluzione che descrive come a bassa induttanza, bassa tensione e alta potenza. Un’architettura pensata per ridurre le perdite nelle bobine, migliorare l’efficienza e rendere più semplice l’integrazione anche in prodotti sottili e complicati da progettare. Secondo l’azienda questa strada si sposa bene con la filiera cinese, che negli ultimi anni ha accumulato parecchia esperienza su componenti, chip, moduli e sistemi di ricarica.
Alla riunione di Pechino si sono presentate oltre 20 aziende. Tra queste Apple, Google, Honor, Huawei, Oppo, Vivo, Anker, NXP, Renesas, Panasonic Automotive, Philips e ovviamente la stessa Xiaomi. Complessivamente più di 90 tra tecnici e ricercatori hanno lavorato sui parametri dei prototipi e sulle prove di compatibilità tra apparecchi diversi.
Il quadro, insomma, è quello di un settore che si muove con cautela ma con una direzione precisa. Lo standard Qi a 50 watt resta in fase di sviluppo e la sua pubblicazione ufficiale è fissata per il 2028. Un orizzonte non vicinissimo, certo, ma che lascia il tempo necessario per limare ogni dettaglio su sicurezza ed efficienza, gli aspetti più delicati quando la potenza sale così tanto.