Windows 10 guadagna un anno di vita in più, e per gli utenti italiani la notizia ha un sapore particolare: gli aggiornamenti di sicurezza arriveranno gratis fino al 12 ottobre 2027. Microsoft ha aggiornato in sordina la pagina del programma Extended Security Updates, mettendo nero su bianco che la copertura va oltre la scadenza prevista per ottobre 2026. Un anno intero regalato a chi non ha intenzione, o possibilità, di passare a Windows 11.
La mossa non è casuale. Il supporto ordinario di Windows 10 si è chiuso il 14 ottobre 2025, dopo oltre dieci anni di carriera. Il sistema era arrivato nel 2015 con l’idea di un aggiornamento continuo e duraturo, poi Windows 11 ha cambiato le carte in tavola con requisiti hardware molto più rigidi, su tutti il chip TPM 2.0, il Secure Boot e processori relativamente recenti. Eppure i numeri parlano chiaro: a maggio 2026 Windows 10 risultava ancora installato su circa il 26% dei PC desktop nel mondo, mentre Windows 11 era salito quasi al 72%. Con una fetta del genere, ignorare il problema non era davvero un’opzione.
Cosa cambia davvero per chi usa Windows 10
Chi utilizza Windows 10 22H2 su un computer personale può iscriversi al programma ESU fino al 12 ottobre 2027. E chi aveva già completato la procedura non deve muovere un dito: la copertura prosegue da sola fino alla nuova data. Resta inteso che il sistema rimane fuori dal ciclo di supporto normale. Niente funzioni nuove, niente evoluzione, niente assistenza tecnica ordinaria. Solo aggiornamenti di sicurezza critici e importanti, quelli che contano per non lasciare la porta aperta a malware e attacchi.
Le aziende avevano già una loro strada, con licenze ESU commerciali a pagamento e prezzo crescente di anno in anno, fino al 10 ottobre 2028. Gli utenti domestici, invece, sembravano destinati a fermarsi prima. Ora Microsoft allinea di fatto le due finestre, pur senza trasformare il programma in un canale di manutenzione tradizionale. Le edizioni ammesse per i consumatori sono Home, Professional, Pro Education e Workstations, sempre nella versione 22H2 e con gli aggiornamenti più recenti installati. Restano esclusi i dispositivi in modalità kiosk, quelli uniti a domini Active Directory o Microsoft Entra e quelli gestiti tramite Mobile Device Management.
In Italia l’iscrizione è gratis ma serve un account Microsoft
Nello Spazio economico europeo, e quindi anche da noi, l’iscrizione al programma ESU consumer non costa nulla. Niente pagamento di EUR 26 (circa 28 euro), nessun riscatto di punti Microsoft Rewards, nessuna attivazione obbligatoria del backup tramite Windows Backup. Un trattamento di favore che fuori dall’Europa non esiste. C’è però una condizione: per registrare il dispositivo serve un account Microsoft con privilegi di amministratore, e la licenza viene legata a quell’account. Chi usa un account locale dovrà comunque fare il login con un account Microsoft durante la procedura. Gratis sì, anonimo no.
La regola pratica è semplice. Il PC deve continuare a usare per l’accesso a Windows lo stesso account con cui è stato attivato ESU. Se quell’account non viene più utilizzato per un periodo che arriva fino a 60 giorni, la distribuzione degli aggiornamenti si interrompe. Non significa dover premere un pulsante ogni due mesi, ma chi torna stabilmente a un account locale rischia di perdere la copertura e dovrà iscrivere di nuovo il computer. Il percorso consigliato resta lineare: aggiornare a 22H2, aprire Impostazioni, andare su Windows Update e cliccare su Iscriviti ora quando compare il riquadro ESU.
Perché Microsoft ha deciso di concedere un altro anno
La motivazione ufficiale è la transizione verso i nuovi PC. La lettura tecnica però è più larga. Una parte importante degli utenti non può aggiornare a Windows 11 per via dei requisiti hardware. Tanti computer ancora ottimi per navigazione, lavoro leggero e gestione documenti restano tagliati fuori non perché lenti, ma per via della piattaforma. Il TPM 2.0 ha fatto da spartiacque, dividendo le macchine valide da quelle ufficialmente non idonee.
C’è poi un nodo tecnico parecchio delicato: la rotazione dei certificati usati da Secure Boot. Quelli originari del 2011, impiegati nella catena di avvio UEFI, scadono nel 2026. Il Microsoft Corporation KEK CA 2011 il 24 giugno 2026, il Microsoft UEFI CA 2011 il 27 giugno 2026 e il Microsoft Windows Production PCA 2011 il 19 ottobre 2026. Un PC non più supportato e non iscritto a ESU rischia di non ricevere gli aggiornamenti di piattaforma necessari a rinnovare questi certificati. Non è un dettaglio trascurabile su macchine destinate a restare accese ancora per anni.
L’estensione riduce la pressione immediata, ma non chiude la questione di fondo, la stessa emersa anche nelle proteste contro Microsoft in Francia: milioni di computer ancora funzionanti restano fuori dal percorso ufficiale verso Windows 11. C’è il costo della sostituzione dei dispositivi, c’è la produzione di rifiuti elettronici, c’è la scelta molto discussa di tracciare una linea netta tra macchine aggiornabili ed escluse. Il 12 ottobre 2027 diventa così una nuova data da segnare nella lunga storia di Windows 10 e delle sue scadenze rinviate.