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Xbox usa già l’IA per creare giochi: un dipendente lo conferma

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Dentro Xbox l’intelligenza artificiale viene già utilizzata per creare giochi, e a confermarlo è un dipendente dell’azienda che considera ormai inevitabile il suo ingresso nello sviluppo videoludico. Non si parla quindi di un’ipotesi lontana o di un esperimento chiuso in qualche laboratorio. Stando alle sue parole, è una pratica che ha già trovato spazio nei processi interni. Il dipendente non si è fermato alla semplice ammissione e ha voluto mettere l’accento anche sui benefici che questa tecnologia porterebbe al lavoro di chi realizza videogiochi.

La dichiarazione arriva in un momento piuttosto delicato. Proprio in questi giorni l’IA nello sviluppo dei giochi è diventata uno degli argomenti più caldi del settore, e le ragioni non mancano. Le occasioni di confronto si sono moltiplicate nel giro di poco tempo e hanno coinvolto realtà molto diverse tra loro. Il quadro che ne esce è quello di un tema che non riguarda più un singolo studio o un singolo editore ma l’intera industria.

Un dibattito che coinvolge tutto il settore

A riaccendere la discussione sono stati diversi casi. Il primo riguarda i porting per PC di alcuni giochi PlayStation, finiti al centro dell’attenzione proprio per il legame con l’intelligenza artificiale. C’è poi la questione delle skin della Stagione 5 di Battlefield 6, che ha portato il tema anche dentro uno degli sparatutto più seguiti del momento. Infine si è parlato a lungo del vibe coding legato a Epic Games Store, un’altra vicenda che ha alimentato il confronto tra chi lavora nel settore e chi i giochi li compra e li gioca.

Tre episodi molto lontani tra loro, eppure accomunati dallo stesso filo conduttore. Il porting di un titolo da una piattaforma all’altra, la produzione di contenuti cosmetici per un gioco in corso di aggiornamento e la scrittura del codice sono fasi del lavoro completamente differenti. Il fatto che l’IA compaia in ognuna di esse rende bene l’idea di quanto il fenomeno sia ormai diffuso e di quanto sia difficile tenerlo confinato in un solo ambito della produzione.

La posizione del dipendente Xbox

In questo clima si inserisce la voce che arriva da Xbox. Il dipendente ha espresso la propria opinione sull’argomento con una posizione abbastanza netta, cioè che il ricorso all’intelligenza artificiale nello sviluppo dei videogiochi sia da considerare ormai inevitabile. Non una possibilità da valutare con calma nei prossimi anni, quindi, ma una direzione già presa da buona parte dell’industria.

A rendere la sua testimonianza particolarmente interessante è il punto di vista da cui arriva. Non si tratta di un commento esterno o di un’analisi fatta da osservatori del settore, ma della parola di chi lavora all’interno di una delle realtà più grandi del mondo videoludico. Ed è proprio da lì che arriva la conferma più concreta, perché secondo il dipendente l’intelligenza artificiale trova già applicazione nel lavoro interno della divisione.

Oltre a riconoscerne l’impiego, il dipendente ha scelto di parlare anche dei vantaggi che questi strumenti offrirebbero durante la realizzazione dei giochi. Una presa di posizione che, inserita nel dibattito di queste settimane tra porting PlayStation, skin di Battlefield 6 e vibe coding su Epic Games Store, conferma come l’IA nello sviluppo videoludico sia ormai una realtà anche per Xbox, dove viene già utilizzata all’interno dei processi di creazione.

Fonte: TecnoAndroid

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