Il mondo XBOX sta vivendo settimane complicate, con uno sciame di scossoni che parte dai vertici e arriva fin dentro gli studi di sviluppo. Da una parte una riorganizzazione interna che mette in discussione il futuro di diverse software house, dall’altra cambiamenti che riguardano prezzi, hardware e prossime uscite. Lo Showcase di giugno aveva acceso parecchio entusiasmo, ma dietro le quinte la situazione racconta tutt’altro, fatta di decisioni dure e tagli che rischiano di ridisegnare il modo di giocare nei prossimi anni.
Studi in bilico e dirigenti che salutano
Sotto la guida della nuova CEO Asha Sharma, arrivata dopo il ritiro di Phil Spencer a inizio 2026, la divisione gaming sta portando avanti un piano per contenere i costi. Pesano la crisi dei componenti hardware e investimenti che non hanno reso quanto sperato. In questo quadro girano voci su possibili licenziamenti nel mese di luglio, mentre è già arrivata una mossa concreta: le dimissioni di Craig Duncan dalla guida di XBOX Game Studios. E secondo le indiscrezioni più recenti diversi team starebbero combattendo per restare in piedi.
Le voci più insistenti tirano in ballo nomi pesanti. Studi come Ninja Theory, dietro la saga di Hellblade e il nuovo Senua, ma anche Compulsion Games e Double Fine, quelli di titoli storici come Psychonauts e Brutal Legend, avrebbero aperto trattative con la dirigenza per riacquistare la propria indipendenza ed evitare la chiusura. La situazione resta in movimento e ai dipendenti sarebbe già stato dato il via libera per cercare altre opportunità altrove.
Tutto questo getta un’ombra su Senua, il nuovo gioco di Ninja Theory presentato proprio durante l’ultimo Showcase e atteso per il 2027. La sua uscita dipenderà da cosa succederà allo studio. Fa quasi impressione pensare che XBOX abbia scelto di mostrarlo come uno dei titoli di punta mentre, dietro le quinte, erano forse già in corso le decisioni per liberarsi della software house che lo sta sviluppando.
Anche Treyarch perde il suo capo storico
I cambiamenti arrivano fin dentro brand che sembravano blindati, come Call of Duty. Lo storico capo di Treyarch, Mark Gordon, ha deciso di ritirarsi dopo 22 anni di carriera, durante i quali ha messo la firma su pietre miliari come Call of Duty 2: Big Red One, Call of Duty 3, World at War e tutta la serie Black Ops. La guida dello studio, dal 2005 dedicato quasi solo al celebre franchise bellico, passa ora ai nuovi co-direttori Kevin Hendrickson e Yale Miller. Un addio che segue quello, già pesante, di David Vonderhaar dello scorso anno.
Una partenza che potrebbe nascondere stravolgimenti più ampi anche per Treyarch, studio che pare abbia deluso Microsoft con i risultati sotto le attese di Call of Duty: Black Ops 7. Quando un team che ha sempre rappresentato una garanzia comincia a perdere i suoi punti di riferimento, di solito non è mai un buon segnale.
La notizia su Treyarch è confermata ufficialmente, mentre per il resto si parla ancora di rumor, seppur riportati da più fonti. Tutto lascia pensare che il quadro si chiarirà solo a luglio, dopo che Microsoft avrà pubblicato i dati fiscali dell’ultimo trimestre il 30 giugno. Sarà quello il momento in cui capiremo davvero quanto pesano queste indiscrezioni e quali studi, alla fine, ne usciranno toccati.