Xbox Game Studios perde due figure di peso, e lo fa nel giro di pochissimo. Craig Duncan, alla guida della divisione, e Louise O’Connor, responsabile dello staff delle sussidiarie Xbox, hanno deciso di farsi da parte e di lasciare Microsoft. Una doppia uscita che arriva in un momento già delicato per la galassia gaming dell’azienda di Redmond, e che difficilmente passerà sotto silenzio tra appassionati e addetti ai lavori.
Due addii pesanti dentro la struttura di Xbox
Difficile dire con certezza cosa abbia spinto i due dirigenti a questa scelta. Sullo sfondo aleggia il discorso di Asha Sharma, che di recente aveva parlato apertamente di un reset in arrivo per Xbox, una sorta di ripartenza che lascia intendere cambiamenti non da poco nei piani della compagnia. Se ci sia un legame diretto con le dimissioni, però, resta una domanda senza risposta certa. Quello che si sa è che Craig Duncan, finito alla guida degli studi, non sarà più al suo posto. E con lui se ne va anche Louise O’Connor, che aveva un ruolo importante nel coordinamento dello staff delle varie realtà controllate da Xbox.
Un momento delicato per la divisione gaming
Perdere contemporaneamente due profili così centrali non è mai una notizia banale, soprattutto per una struttura ampia e complessa come quella che ruota attorno a Microsoft. Gli Xbox Game Studios raccolgono al loro interno tante anime diverse, ciascuna con progetti, tempi e identità proprie, e una guida stabile ai vertici conta parecchio quando si tratta di tenere insieme tutto il quadro. Le dimissioni di Duncan e O’Connor cadono proprio mentre si parla di una possibile riorganizzazione interna, e questo basta a renderle ancora più rumorose.
Cosa accadrà adesso ai piani alti della divisione è ancora tutto da definire. Non sono emersi al momento i nomi di chi prenderà il posto lasciato libero dai due dirigenti, né dettagli precisi sulle tempistiche di un eventuale passaggio di consegne. Quel che è chiaro è che il movimento ai vertici di Xbox Game Studios arriva in una fase in cui la compagnia sembra voler ridisegnare almeno in parte il proprio assetto, e mosse di questo tipo finiscono inevitabilmente per alimentare discussioni su quale direzione prenderà il futuro del gaming targato Microsoft.