Una battaglia legale sulle turbine a gas di xAI, la società di Elon Musk, sta diventando il terreno di scontro più delicato tra ambientalisti e governo americano. L’amministrazione Trump ha deciso di scendere in campo per aiutare la società a respingere una causa intentata sotto il Clean Air Act, la legge che regola le emissioni atmosferiche negli Stati Uniti. Il motivo addotto è tanto sorprendente quanto controverso: secondo Washington, fermare quegli impianti metterebbe a rischio i sistemi che alimentano Grok, il chatbot considerato ormai utile anche alle operazioni militari.
La causa della NAACP e le turbine senza permesso
Tutto parte da una denuncia presentata nel mese di aprile dalla National Association for the Advancement of Colored People, la storica organizzazione per i diritti civili afroamericani. Nel mirino c’è xAI insieme alla controllata MZX Tech, accusate di aver messo in funzione 27 turbine a gas senza alcun permesso per le emissioni a Southaven, in Mississippi. Un numero che a metà maggio era già salito a 57, con il piano di installarne altre due.
Quelle turbine alimentano il cosiddetto Colossus Gas Plant, che a sua volta fornisce energia al data center Colossus 2. Ed è proprio questo data center a far girare Grok. Tradotto in termini concreti, significa rumore continuo e timori per la salute dei residenti, in una zona dove vive una larga comunità afroamericana. Senza sistemi di controllo, sostiene l’organizzazione, gli impianti possono emettere fino a dieci volte la quantità di ossidi di azoto consentita dalla legge, con un aumento dei rischi di malattie cardiache, problemi polmonari e morte prematura.
Sicurezza nazionale e operazioni militari
I legali del Dipartimento di Giustizia hanno chiesto a un giudice federale di archiviare il caso. La loro tesi ruota attorno a due punti. Il primo riguarda i permessi: il Dipartimento per la qualità ambientale del Mississippi avrebbe stabilito che quelle turbine non ne hanno bisogno, perché classificate come fonti mobili e quindi escluse dagli obblighi del Clean Air Act. Il secondo punto è quello che fa più discutere. La causa, scrivono i legali, minaccia l’innovazione nell’intelligenza artificiale e l’energia necessaria a sostenerla. Ma soprattutto, fermare l’energia che alimenta Grok metterebbe a rischio la sicurezza nazionale.
Nel documento depositato in tribunale si legge che il modello Grok Gov ha fornito supporto a operazioni militari del Dipartimento della Guerra, contribuendo a colpi mirati in Iran durante l’operazione Epic Fury. Secondo una dichiarazione di Cameron Stanley, responsabile digitale e dell’intelligenza artificiale del Dipartimento, Grok è stato usato insieme al sistema Maven Smart per aiutare le forze americane a dispiegare oltre 2.000 munizioni su 2.000 obiettivi distinti nell’arco di 96 ore. Un modello, scrive, con caratteristiche uniche non presenti in nessun’altra intelligenza artificiale.
Lo scontro sulle cause dei cittadini
Dall’altra parte c’è il Southern Environmental Law Center, lo studio legale che rappresenta la NAACP. La loro accusa è netta: il governo starebbe sostenendo che xAI possa violare la legge solo perché l’amministrazione Trump lo dice. Nel documento, fanno notare, il Dipartimento di Giustizia non nega mai che xAI stia riversando inquinamento illegale e dannoso su Memphis e sul nord del Mississippi. Si limita a dire che non importa, se la Casa Bianca benedice questa irregolarità.
La questione tocca un nervo scoperto del diritto americano. La causa della NAACP si appoggia a una norma del Clean Air Act che permette ai singoli cittadini di fare causa contro chi costruisce impianti inquinanti senza permesso. Per l’organizzazione, quelle azioni legali restano valide anche quando le agenzie statali decidono che i permessi non servono. Diversamente, verrebbe svuotato il senso stesso della norma.
Una lettera del governatore Tate Reeves ricorda che nel mese di marzo 2026 il Dipartimento ambientale del Mississippi aveva approvato i permessi per costruire turbine permanenti, autorizzando intanto l’uso di turbine montate su rimorchio per alimentare temporaneamente la struttura. Proprio quelle, classificate come fonti mobili, sarebbero fuori dagli obblighi della legge.
Il Southern Environmental Law Center avverte che la posizione dell’amministrazione potrebbe avere conseguenze enormi. Le cause dei cittadini, spiegano, sono spesso l’ultima rete di protezione per le comunità quando le autorità non riescono a fermare chi inquina. Una norma approvata dal Congresso con sostegno bipartisan e ripetutamente confermata dai tribunali. Ora il Dipartimento di Giustizia lascia intendere di poter cancellare quelle cause in qualsiasi momento, aprendo la porta, temono, a possibili abusi e favori tra chi inquina e chi dovrebbe controllarlo. La NAACP ha chiesto al tribunale un’ingiunzione permanente per bloccare le turbine, sanzioni civili fino a circa 108.000 euro al giorno e il rimborso delle spese legali. Il caso è ora davanti alla Corte distrettuale per il distretto settentrionale del Mississippi.