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Windows 11, il puntatore del mouse cambia dopo vent’anni

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Capita a tutti di perdere di vista il puntatore del mouse su un monitor da 27 o 32 pollici, su un pannello 4K oppure in una postazione con più schermi affiancati, e proprio su questo fronte Windows 11 sta preparando un aggiornamento a una funzione rimasta praticamente identica da vent’anni. Il vecchio cerchio che compare premendo CTRL sta per cambiare aspetto, e soprattutto guadagna una modalità che lo tiene acceso finché non viene spento manualmente.

La funzione classica la conoscono in molti, anche se pochi la attivano. Si chiama Indicatore del mouse e va abilitata a mano, digitando “Mostra un cerchio intorno al puntatore del mouse” nella casella di ricerca di Windows 11. Una volta attiva, basta premere CTRL per far comparire una serie di cerchi concentrici che si stringono rapidamente attorno al cursore. Semplice, funzionale, ferma all’epoca di Windows XP.

Cosa cambia nel nuovo indicatore del puntatore

Microsoft non si limita a rifare il disegno. L’animazione diventa più fluida e coerente con il resto dell’interfaccia di Windows 11, ma la novità vera si chiama “Mantieni visibile l’indicatore finché non viene disattivato”. In pratica, invece di un lampo che dura una frazione di secondo, resta un riferimento visivo fisso sullo schermo. La pressione di CTRL continua a funzionare come sempre, per un richiamo rapido. Chi abilita la nuova opzione, invece, può usare la combinazione Windows+CTRL+MAIUSC+M per ottenere l’evidenziazione persistente, che rimane visibile fino alla pressione di ESC o a un clic del mouse. Nel frattempo si può continuare a lavorare senza perdere il segno.

La novità è comparsa nella build 26340.9233 di Windows 11 26H2, distribuita attraverso il canale Experimental del programma Windows Insider. Curiosamente non compare tra le funzioni documentate pubblicamente per quella build, perché al momento resta nascosta dietro specifici feature flag.

Perché un indicatore sempre acceso serve davvero

Su schermi ad alta densità, con scaling elevato o desktop estesi su più monitor, il cursore diventa un puntino minuscolo rispetto all’area disponibile. Un’animazione breve aiuta a ritrovarlo, ma una segnalazione persistente risolve un problema diverso, perché offre un punto di riferimento costante mentre si lavora. Il vantaggio si sente parecchio nelle postazioni molto grandi e per chi ha difficoltà visive, e non è un caso che Microsoft stia collocando queste opzioni nella sezione Accessibilità di Windows 11.

Il paragone quasi obbligato è con PowerToys e la sua utility “Trova il mio mouse”, da tempo molto più evoluta del cerchietto integrato. Find My Mouse oscura il desktop lasciando illuminata solo l’area attorno al cursore, con un effetto spotlight che rende impossibile perderlo di vista. Si attiva premendo due volte CTRL sinistro o destro, scuotendo il mouse oppure con una scorciatoia personalizzata, e permette di regolare opacità dello sfondo e dell’area illuminata, sensibilità del movimento e comportamento dell’animazione. Nello stesso gruppo Input e Output, sotto Utilità mouse, si trovano anche Evidenziatore del mouse, Passaggio del mouse e Mirino puntatore mouse. Strumenti più raffinati di quelli storicamente integrati nel sistema, e PowerToys ha spesso avuto proprio questo ruolo, ovvero fare da laboratorio per gli utenti avanzati prima che certe idee finissero direttamente dentro Windows.

Come attivare subito la funzione con ViVeTool

Chi ha una build Insider compatibile può forzare l’attivazione con ViVeTool, l’utility non ufficiale usata per modificare lo stato dei feature flag di Windows e sbloccare funzionalità già distribuite con gli aggiornamenti cumulativi ma non ancora abilitate. Dopo aver estratto ViVeTool e aperto il Prompt dei comandi con privilegi amministrativi, occorre spostarsi nella cartella dell’utility e digitare:

vivetool /enable /id:27829265,61457898

Per annullare la modifica il comando è vivetool /disable /id:27829265,61457898.

Meglio considerare questi identificativi come temporanei, perché i feature ID cambiano durante lo sviluppo e Microsoft può modificare dipendenze, prerequisiti o componenti coinvolti da una build all’altra. C’è poi un limite più generale nel forzare una funzione nascosta, cioè che se non è ancora stata abilitata una ragione probabilmente esiste. L’azienda usa rollout progressivi proprio per raccogliere telemetria, isolare regressioni e fermare la distribuzione in fretta quando emergono problemi.

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