In questo articolo Indice dei contenuti 1 sezione

Wi-Fi a bordo dei treni: ecco i dati emersi
Il caso svedese è particolarmente significativo. Fino alla primavera del 2024, le velocità si aggiravano attorno ai 2 Mbps. Il salto verso valori superiori a 60 Mbps è stato possibile grazie a investimenti infrastrutturali mirati. Come l’installazione di infrastrutture passive e neutre in alcune gallerie e l’inserimento di obblighi di copertura ferroviaria nelle aste per le bande 900, 2100 e 2600 MHz.
Un modello simile, anche se con delle differente, è rappresentato dalla Svizzera, che mantiene prestazioni elevate grazie a sistemi come SBB FreeSurf. Quest’ultimi sfruttano dati mobili a consumo zero e sensori Bluetooth per riconoscere i dispositivi a bordo. Tale soluzione evita il sovraccarico tipico del Wi‑Fi condiviso, pur limitando l’accesso ai possessori di SIM svizzere.
Al contrario, Regno Unito, Spagna e Paesi Bassi scontano problemi diversi. La rete britannica si basa ancora su Wi‑Fi 4 e sulla banda a 2,4 GHz, soggetta a interferenze. Mentre l’organizzazione frammentata delle ferrovie complica la collaborazione con gli operatori mobili. Nei Paesi Bassi, la copertura mobile è buona, ma gli investimenti nel Wi‑Fi a bordo sono scarsi, con un servizio che rischia di essere eliminato.
In prospettiva, il tema della connettività sui treni non riguarda solo la tecnologia. Migliorare il Wi‑Fi ferroviario significa rendere i treni più attrattivi e integrati nella mobilità digitale, aprendo nuove possibilità di lavoro, intrattenimento e comunicazione durante gli spostamenti.
Fonte: TecnoAndroid








