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La Polizia Postale ha diffuso un nuovo allarme sui tentativi di furto dell’account WhatsApp, che in queste settimane viaggiano attraverso messaggi fraudolenti dall’aria del tutto innocua. Il meccanismo è semplice e proprio per questo funziona bene. Si tratta di una richiesta di voto per un finto concorso online, come una gara di danza, che arriva da un contatto conosciuto e quindi abbassa subito le difese di chi la riceve.
L’avviso è stato pubblicato il 10 ottobre 2026 sul portale del Commissariato di P.S. Online, lo spazio della Polizia di Stato gestito proprio dalla Polizia Postale. Non è una novità assoluta, perché già nei mesi scorsi su WhatsApp erano comparsi raggiri molto simili, ma la nuova ondata ha spinto gli agenti a tornare sull’argomento con indicazioni precise.
Come funziona la truffa del finto concorso
Tutto parte dal profilo di una persona presente in rubrica. In realtà quell’account è già stato sottratto o compromesso, e chi lo controlla lo usa per diffondere il messaggio. Il testo invita a votare una bambina impegnata in un presunto concorso di danza o in un’altra competizione sul web, e a corredo compare una fotografia accompagnata da un link.
Proprio quel collegamento è il cuore dell’inganno. Rimanda infatti a un sito malevolo che chiede prima di inserire il proprio numero di telefono e poi di comunicare un codice appena ricevuto sul dispositivo. Come spiega la Polizia Postale, con questi dati i criminali riescono a completare la procedura di registrazione di WhatsApp su un altro telefono e a impadronirsi del profilo della vittima.
Da quel momento il copione si ripete quasi sempre uguale. I truffatori sfruttano l’identità rubata per scrivere a parenti e amici, chiedendo soldi e facendo leva su situazioni di apparente urgenza. Nel frattempo il legittimo proprietario può ritrovarsi tagliato fuori dal proprio account e senza la possibilità di avvisare in tempo i suoi contatti, che restano così esposti alle richieste dei malintenzionati.
I consigli della Polizia Postale per difendersi
La prima regola indicata dagli agenti è la diffidenza verso i messaggi che invitano a votare qualcuno, a partecipare a concorsi o a fare verifiche tramite link esterni, anche quando sembrano arrivare da persone conosciute. Il punto è proprio questo. Il fatto che il mittente sia un amico o un familiare non basta a considerare sicuro un messaggio, e se viene richiesto di inserire il numero di telefono o di riferire un codice ricevuto sul cellulare conviene fermarsi e controllare prima di andare avanti.
La Polizia Postale raccomanda inoltre di non digitare mai il proprio numero su pagine raggiunte attraverso collegamenti sospetti arrivati in chat e di non condividere con nessuno i codici di attivazione o di verifica di WhatsApp. Anche alcuni segnali sullo smartphone meritano attenzione. Se l’app si disconnette all’improvviso oppure compaiono avvisi sulla registrazione dell’account su un altro dispositivo, è il caso di intervenire subito per riprenderne il controllo.
Quando il profilo è ormai compromesso, il suggerimento è di avvertire il prima possibile familiari e conoscenti usando altri canali, chiedendo loro di ignorare richieste di denaro o messaggi strani provenienti dal proprio numero. Per prevenire il problema alla radice, gli agenti ricordano l’importanza di attivare la verifica in due passaggi con PIN, disponibile nelle impostazioni di WhatsApp.
Fonte: TecnoAndroid








