Il nome è semplice (più o meno), 1-800-ChatGPT, ma il risultato è sorprendente. Basta un messaggio su WhatsApp e un’immagine creata dall’intelligenza artificiale prende vita. A confermarlo è stata OpenAI, annunciando un’estensione importante del servizio. La funzione, attiva inizialmente solo negli Stati Uniti e in Canada, oggi consente di interagire direttamente con GPT-4o, il nuovo modello multimodale. Per funzionare basta solo il contatto salvato e una conversazione avviata. L’attivazione su WhatsApp è quasi istantanea. Si riceve subito un messaggio automatico con indicazioni su termini, sicurezza e utilizzo e da quel momento si può dare via libera alla fantasia. Basta scrivere cosa si vuole vedere e attendere. Il tempo di attesa varia, ma in media bastano pochi minuti. Alcuni utenti hanno segnalato ritardi minimi nella generazione, ma la qualità finale ha lasciato tutti a bocca aperta.
GPT-4o trasforma le parole in immagini su WhatsApp
La fedeltà visiva è il punto forte del nuovo GPT-4o. Le immagini risultano nitide, coerenti e dettagliate. Gli artefatti? Rari. L’interazione è naturale, come fosse una chat con un contatto umano. Questo grazie al sistema vocale già introdotto nel 2024, che ora evolve nella capacità di leggere, comprendere e visualizzare testi complessi. Tutto ciò è possibile anche grazie all’integrazione del servizio per gli abbonati a ChatGPT Plus. Collegando l’abbonamento al proprio numero WhatsApp, si ottiene accesso diretto a tutte le funzionalità premium. Un vantaggio non da poco, considerando la velocità e la precisione delle risposte offerte dalla piattaforma.
OpenAI cerca di radicarsi nelle piattaforme più usate al mondo, scegliendo comprensibilmente WhatsApp non è casuale. Se un tempo servivano app o login complessi, oggi bastano pochi tocchi. È davvero più comodo usare un sito web, quando si può ottenere tutto da una chat già installata? Ovviamente no. Tra i diversi strumenti AI, questa integrazione apporta un cambiamento importante. Come accaduto con Perplexity su X, ora anche ChatGPT entra in modo diretto nei flussi digitali quotidiani e questo è solo l’inizio.