WhatsApp sta attraversando una fase di cambiamento che, pur senza stravolgere il funzionamento dell’app, lascia intuire una direzione piuttosto precisa. Le ultime beta mostrano infatti un intervento estetico evidente soprattutto su Android, dove alcune versioni di prova hanno introdotto bolle dei messaggi completamente ridisegnate. Le linee più rigide che per anni hanno caratterizzato le chat stanno lasciando spazio a forme molto più arrotondate. Anche i contenuti multimediali seguono la stessa logica. Foto e video assumono una forma più autonoma e armoniosa dentro il flusso dei messaggi.
Non c’è soltanto Android, però, tra gli obiettivi di WhatsApp. Anche su iPhone stanno emergendo altri segnali di rinnovamento che riguardano soprattutto la ricerca e la scoperta dei contenuti. La schermata dedicata alla ricerca nelle chat viene resa più compatta, con filtri disposti in orizzontale e una gestione più immediata delle ricerche recenti. In contemporanea, prende forma anche un sistema che suggerisce sticker in base all’emoji digitata, semplificando l’accesso a elementi grafici che fino a oggi richiedevano qualche passaggio in più.
Insomma tali ritocchi puntano a rendere l’app più gradevole, più scorrevole e più reattiva, senza allontanarsi troppo da un’impostazione che resta familiare a miliardi di utenti. Meta, quindi, non sembra interessata a una rivoluzione traumatica, ma a una modernizzazione graduale capace di rendere WhatsApp più moderna.
Il progetto premium di WhatsApp prende forma
Accanto al restyling, c’è però un altro aspetto che sta attirando molta attenzione, quello dell’abbonamento. Nelle versioni beta è comparsa per alcuni utenti la possibilità di iscriversi a una lista d’attesa collegata a un futuro piano premium. Per ora non si tratta di un’attivazione vera e propria, ma di un primo passo che conferma come l’idea non sia più solo teorica. L’utente può semplicemente lasciare il proprio interesse e ricevere una notifica quando il servizio sarà disponibile, senza costi immediati e senza trasformazioni automatiche del proprio account. È un dettaglio importante, perché mostra che WhatsApp vuole introdurre funzioni a pagamento senza intaccare il cuore gratuito dell’applicazione, almeno nella fase iniziale.
Le caratteristiche in sviluppo puntano tutte ad un uso più intenso e personalizzato della piattaforma. Una delle novità più concrete riguarda il numero di chat fissabili in alto. Oggi il limite è fermo a 3 conversazioni, mentre con il piano a pagamento si arriverebbe fino a 20. Per chi usa WhatsApp come strumento di lavoro, oppure gestisce gruppi, clienti e contatti frequenti, si tratta quindi di una differenza importante. Nello stesso pacchetto rientra anche una dotazione aggiuntiva di suonerie dedicate alle chiamate interne all’app, pensate per differenziare ulteriormente l’esperienza rispetto alla versione standard.
È questa, probabilmente, la scommessa di Meta. Non chiedere soldi per continuare a usare WhatsApp, ma convincere una parte di utenti a pagare per avere più ordine, più opzioni e un’identità visiva più ricca. Resta da capire quanti saranno davvero disposti a farlo.