I voli supersonici commerciali sopra le città americane potrebbero tornare presto, a patto che gli aerei riescano a volare senza scatenare quel boato assordante che tutti conosciamo come bang sonico. La Federal Aviation Administration ha messo sul tavolo una proposta che cancellerebbe un divieto rimasto in vigore per oltre mezzo secolo, aprendo la strada a una possibile rinascita degli aerei di linea capaci di superare la velocità del suono senza disturbare chi sta a terra.
Il blocco risale al 1973, quando la FAA vietò i voli supersonici civili sopra il territorio statunitense. La decisione arrivò dopo i test militari degli anni Sessanta, con velivoli che sfrecciavano oltre la barriera del suono sopra città come Oklahoma City, Chicago e St. Louis. L’amministrazione Trump ha spinto per rimuovere quel divieto, e la mossa della FAA del 30 giugno 2026 segue un ordine esecutivo firmato dal presidente il 6 giugno 2025.
Voli supersonici: un limite basato sul rumore
La nuova regola proposta sostituirebbe il divieto lungo 53 anni con uno standard di certificazione provvisorio, tutto costruito attorno al rumore. In pratica qualsiasi sovrappressione del bang sonico a livello del suolo dovrà restare sotto gli 0,11 libbre per piede quadrato. Questo parametro nasce dalle dimostrazioni fatte dalla startup Boom Supersonic, con sede in Colorado, che con il suo aereo XB-1 ha eseguito voli in modalità Mach cutoff. Il trucco sta nello sfruttare precise condizioni atmosferiche volando appena oltre la velocità del suono ad alta quota, così che le onde d’urto vengano rifratte verso l’alto invece di scendere fino a terra.
Tanto per avere un termine di paragone, il Concorde, che volò sulle rotte transatlantiche tra il 1976 e il 2003, generava una sovrappressione pari a 1,94 libbre per piede quadrato viaggiando a Mach 2 a un’altitudine di 52.000 piedi. Un documento della NASA indica che una reazione da parte del pubblico è prevedibile tra 1,5 e 2 libbre, mentre esclude danni agli edifici e alle strutture con una sovrappressione di una libbra. Lo stesso documento spiega che le persone hanno sopportato valori compresi tra 20 e 144 libbre senza riportare lesioni, quando gli aerei volavano sotto i 100 piedi di quota.
Non tutti però sono convinti. Dan Rutherford, direttore senior dell’International Council on Clean Transportation, ha ricordato che quella stessa metrica sulla sovrappressione era stata scartata dagli esperti delle Nazioni Unite nel 2014 perché non misura davvero il fastidio percepito. Si è detto onestamente sorpreso che la FAA proponga una regola così debole. Nel frattempo al Congresso avanza il Supersonic Aviation Modernization Act, che obbligherebbe la FAA a permettere i voli supersonici sopra la terraferma purché nessun bang sonico raggiunga il suolo. Il disegno di legge è passato alla Camera il 24 marzo 2026 e attende ancora il voto del Senato.
La strada alternativa di NASA
Parallelamente la NASA sta testando un approccio diverso con il Lockheed Martin X-59 Quesst. Un velivolo sperimentale dal muso affusolato progettato per trasformare il classico boato in un tonfo attutito. Qui il metro di misura sono i decibel percepiti, con l’obiettivo di ottenere in modo costante suoni intorno ai 75 PldB, qualcosa di simile a una portiera d’auto sbattuta a circa venti piedi di distanza. I futuri test sopra città e paesi statunitensi dovrebbero raccogliere il riscontro delle comunità sui livelli di rumore percepiti, informazioni utili a orientare le regole delle autorità dell’aviazione civile.
La FAA ha ancora tempo per affinare la sua proposta prima di provare a renderla definitiva entro la metà del 2027. È previsto anche un altro regolamento in arrivo quest’anno, dedicato agli standard di rumore in fase di decollo e atterraggio.
Legalizzare questi voli non basta comunque a garantire il ritorno degli aerei supersonici commerciali. Il Concorde tagliò i tempi tra New York e Londra da sette ore a meno di tre, ma i suoi consumi enormi resero difficile un’attività redditizia, senza contare gli oltre 2,8 miliardi di dollari, circa 2,6 miliardi di euro, di costi di sviluppo divisi tra i governi di Regno Unito e Francia.
Boom Supersonic sta sviluppando un aereo di linea chiamato Overture, con l’obiettivo di consegnare il primo esemplare ai clienti entro il 2029. L’azienda ha firmato accordi commerciali con American Airlines, Japan Airlines e United Airlines, che danno loro l’opzione di acquistare gli aerei. Boom però negli ultimi mesi ha deviato in parte dal suo scopo principale per produrre turbine a gas naturale destinate ad alimentare i data center per l’IA. Il CEO Blake Scholl ha lasciato intendere che i ricavi di questa attività collaterale servirebbero a coprire i costi di sviluppo dell’Overture. Intanto Scott Kirby, numero uno di United Airlines, ha detto di dare a Boom una possibilità del 50 percento di far volare davvero il suo aereo supersonico.