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Neanderthal, la lavorazione del legno svela tecnologie nascoste

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Le abilità dei Neanderthal nella lavorazione del legno erano molto più raffinate di quanto si tenda a immaginare. A suggerirlo è una nuova ricerca che ha portato alla luce le tracce di tecnologie “nascoste”, cioè di saperi e tecniche che finora erano rimasti in gran parte fuori dal radar degli studiosi. Il dato che colpisce di più riguarda la varietà degli oggetti in legno attribuiti a questi nostri antichi parenti, una gamma che secondo gli autori ricorda da vicino quella dei cacciatori raccoglitori moderni.

Si tratta di un tassello importante per chi studia la preistoria. L’immagine classica dei Neanderthal è spesso legata alla pietra scheggiata, perché è proprio la pietra a resistere meglio allo scorrere del tempo e a finire nelle vetrine dei musei. Il legno invece è un materiale che lascia testimonianze molto più rare e fragili, ed è anche per questo che parlare di tecnologie “nascoste” ha senso. Una parte della cultura materiale di questi uomini rischiava semplicemente di restare invisibile.

Il legno come tecnologia rimasta nell’ombra

Il cuore dello studio sta proprio qui. Le tracce individuate dai ricercatori raccontano una competenza tecnica che non si limitava a pochi gesti elementari ma che rivela una vera e propria maestria artigianale. Lavorare il legno in modo efficace richiede conoscenza dei materiali, capacità di pianificazione e una buona dose di esperienza accumulata. Sono tutti elementi che emergono, seppur indirettamente, dai resti analizzati.

L’espressione “tecnologie nascoste” non è scelta a caso. Indica quell’insieme di pratiche che non sempre si conservano in modo evidente nei siti archeologici ma che possono essere ricostruite partendo da indizi minimi. Per i Neanderthal questo significa allargare lo sguardo oltre gli strumenti litici e riconoscere che la loro cultura materiale comprendeva anche oggetti realizzati con materie prime deperibili, lavorate con cura e con obiettivi precisi.

È un cambio di prospettiva che pesa. Per molto tempo l’idea di un Neanderthal rozzo e poco ingegnoso ha accompagnato la divulgazione, e ogni nuovo indizio sulla complessità delle sue attività contribuisce a smontare quel vecchio stereotipo. Il legno lavorato diventa così una sorta di archivio silenzioso, capace di restituire informazioni che la sola pietra non riuscirebbe a fornire.

Il confronto con i cacciatori raccoglitori di oggi

Il punto più interessante della ricerca riguarda il paragone con il presente. Secondo gli studiosi la diversità degli oggetti in legno prodotti dai Neanderthal è paragonabile a quella che caratterizza ancora oggi le comunità di cacciatori raccoglitori. Non si parla quindi di una produzione limitata a uno o due tipi di manufatti ma di un repertorio articolato, che rispecchia esigenze diverse e un uso consapevole delle risorse disponibili.

Questo parallelo offre una chiave di lettura preziosa. Le popolazioni che vivono di caccia e raccolta rappresentano un modello utile per capire come potessero organizzarsi i gruppi umani del passato, e scoprire che i Neanderthal possedevano una varietà di strumenti lignei simile alla loro aiuta a collocarli in una cornice meno distante dalla nostra. Le loro abilità tecniche appaiono così inserite in un modo di vivere complesso, fatto di adattamento all’ambiente e di soluzioni pratiche ai problemi quotidiani.

Per gli archeologi il messaggio è chiaro anche sul piano del metodo. Cercare le tracce di queste tecnologie meno visibili significa poter ricostruire con maggiore precisione la vita di questi antichi abitanti d’Europa e non solo. Ed è proprio la ricchezza del repertorio in legno, accostata a quella dei cacciatori raccoglitori moderni, il dato che secondo i ricercatori racconta meglio la competenza raggiunta dai Neanderthal nella lavorazione di questo materiale.

Fonte: TecnoAndroid

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